Storia del Quasi Orto

Un antico proverbio cinese recita: “la vita inizia il giorno in cui si incomincia un giardino”.

E allora io ho deciso, qualche anno fa, di iniziare a vivere. Dopo aver dipinto giardini per oltre quarant’anni a Petrella Guidi, nel Montefeltro, ho creato un giardino vero. Goethe diceva: “il giardino va inteso come una pittura” E allora io ho usato piante, fiori e muretti invece di pennelli e colori. Ho battezzato la creatura con il nome di Quasi Orto poiché è un concentrato dei miei ricordi d’infanzia di orto, cortile e giardino. Tra scalette e terrazzi si snoda così una passeggiata in otto quadri viventi, cioè otto stanze: la stanza della Pittura, dell’Accoglienza, dell’Orto, del Giardino, dei Bossi, della Cortesia, del Comignolo e, dulcis in fundo, la stanza del Paesaggio.

Il Quasi Orto - © Graziano Villa

Il Quasi Orto – © Graziano Villa

Il Quasi Orto è protetto dal silenzio. Lasciate ogni rumore o voi che entrate, ve lo chiedo io che oramai sono non il padrone ma il custode. Qui le ore hanno perduto l’orologio nella loro lenta marcia verso l’Altrove. Potete passeggiare lentamente tra le siepi del silenzio e ascoltare con attenzione, perché o da un giardino dipinto o da un giardino parlante l’importante è sentirsi raccontare la bella Favola.

Consiglio agli inconsapevoli visitatori di un giardino

Quando ricevete un invito a visitare un giardino pensateci due volte prima di entrare. Voi entrate nel giardino e siete convinti di varcare “solo” quella soglia sotto quell’arco di rose. Ma non è così. In verità voi state varcando gli invisibili cancelli dell’Infanzia.

Il Quasi Orto - © Graziano Villa

Il Quasi Orto – © Graziano Villa

Tutto è stato meticolosamente organizzato ed è come se un fluido magico e subdolo vi regalasse un viaggio nel tempo, una capriola nella vostra Infanzia. Una sorta di purificazione che vi permette di recuperare Immaginazione e Fantasia dell’età d’oro, quando la formula magica era “facciamo finta che” e i sogni diventavano più reali della realtà.

Il Quasi Orto - © Graziano Villa

Il Quasi Orto – © Graziano Villa

Perché qui sta la macchinazione: infatti il giardino nasconde e svela allo stesso tempo: si svelano dame e fate, folletti e cavalieri, si nascondono labirinti e grotte colme di forzieri. Ma il vero tesoro dei pirati è il tesoro dell’Infanzia, che ha il dono di possedere se stessa e il suo perenne stato di meraviglia.

Il Quasi Orto - © Graziano Villa

Il Quasi Orto – © Graziano Villa

Ogni volta capita così: quando il giardino ha terminato il racconto della sua favola e voi vi avviate all’uscita pensateci due volte prima di andarvene perché ora, forse, vi siete resi consapevoli che voi non uscirete solamente da quel giardino, ma anche dalla vostra Infanzia.

Antonio Saliola - Il Quasi Orto - © Graziano Villa

Antonio Saliola – Il Quasi Orto – © Graziano Villa

Antonio Saliola

Il Quasi Orto – © Graziano Villa

Dipingere con le parole scrivere con i colori

Antonio Saliola nasce a Bologna, città dove vive e lavora nel 1939 sotto il segno della Bilancia.

Durante la guerra trascorre l’infanzia sfollato in campagna e quel mondo gli rimarrà nel cuore. Gli amati genitori: mamma Natalia, creativa maestra modenese e babbo Donato, di tenaci origini molisane. Laureato in Giurisprudenza, è funzionario all’Accademia di Belle Arti a Bologna dal 1967 al 1974, anni in cui apre e dirige la Galleria Tempo. Dopodiché saluta tutti e si dedica finalmente alla pittura che è la sua vocazione.

Ama i quadri, i libri e il cinematografo che scrivono la sceneggiatura della sua esistenza.

Dal 1972 inizia una lunga serie di mostre personali che raccontano una varietà di cicli: i gruppi di famiglia, i cortili, i giardini e i ritratti di interni. Si interessano al suo lavoro numerosi critici ma anche studiosi, scrittori e registi che si legano a lui in progetti che nascono dalla reciproca amicizia. Dal 1998 mette nella valigia i suoi quadri-racconti e li porta a spasso per il mondo esponendo a Parigi, Bruxelles, Londra, New York, Chicago, Buenos Aires, Hong Kong, Montecarlo…Ma continua ad abitare nella sua città trascorrendo le estati in Romagna, in una casa chiamata Cagnotta, e dal 1992 nel Montefeltro in un borgo medievale chiamato Petrella Guidi, nel comune di Sant’Agata Feltria, dove si è creato un luogo dell’anima: non pago di dipingere giardini per quasi mezzo secolo, ha dato alla luce un orto-giardino reale chiamato “Quasi Orto”, utilizzando piante, scale e muretti, invece di pennelli e colori, per una passeggiata di otto stanze, Come un’opera pittorica speciale che muta continuamente e non ha mai termine: il sogno di ogni artista. Ancora e sempre quindi l’idillio con i giardini ai quali si aggiungono da tempo quadri di interni trasognati, vecchie misteriose biblioteche. E, da alcuni anni, anche quadri che sono una fascinosa rielaborazione del mondo delle fiabe, fermo restando il sospetto che il vero quadro sia la sua vita.

Scritti e Poesie

Lettera al Montefeltro

come tu ben sai noi cerchiamo, prima o poi, una tana o un nascondiglio per fuggire dall’invadente volgarità del mondo reale. Con Cristina abbiamo da tempo scelto te o (come nelle storie d’Amore) tu hai scelto noi.

Ci sei parso tutto speciale: la luce, i colori, il paesaggio, la gente e poi quell’aria di leggenda tra boschi e castelli. Da allora è uno scambio reciproco: io dipingo i tuoi paesaggi e tu metti in scena i miei quadri. Un incontro d’Amore è avvenuto nel Quasi Orto dove ho pensato di dedicarti un’opera pittorica di sette metri per rappresentare la Favola del Montefeltro.

Celebro la tua storia raccontando un viaggio nel tempo: il tempo della mietitura messo in musica dai canti dei contadini immersi nell’oro del grano ma anche dalle cicale che riempivano l’aria del loro canto aspro ma pur sempre dolce. Il tutto sotto un cielo di stracci di nuvole bianche per il puro godimento degli occhi. Gli stessi occhi sgranati dei fanciulli accovacciati sulla riva del fiume attraversato dalle favolose barche degli eleganti “signori”. E poi giù giù sino alla vecchia Torre sopra il Quasi Orto con le tavole riccamente imbandite per una merenda con gli amici.

E’ la lentezza aristocratica di sua Maestà il Tempo che ti suggerisce un’edizione rallentata per farti gustare le vere radici: le libidini della meditazione e della riflessione che ti aprono le porte dell’immaginazione.

Sono allora questi i frutti del mio Quasi Orto? Ricordarsi l’importanza dei Sogni? Ricordarsi che la Vita non è una cieca corsa, ma un dono che va goduto e assaporato con diligente filosofia, come sorseggiare un calice di vino?

Sono allora questi i frutti del mio Quasi Orto?

Il raccomandare una vaga pigrizia e sedentarietà che possono essere una provocazione culturale e un’anticamera della creatività (come insegnavano gli antichi pensatori romani)?

Caro Montefeltro grazie di tutto questo e di tanto altro. Se Sua Maestà il Tempo ha deciso di fermarsi qui ci sarà pure una ragione.

con Gratitudine – Antonio Saliola – cittadino di Petrella Guidi

Zibaldino del Quasi Orto

Se c’è un Paradiso in terra

dovrebbe essere da queste parti.

Accogliere con ingenuo stupore

il suono di parole magiche

boschetto, siepe, sentiero, cespuglio.

Si sentono accordi segreti.

Qui si complotta.

Non una parodia dell’Eden

ma un’oasi vitale per ricrearsi

e organizzare uno spazio di resistenza

alla opprimente tecnologia

del mondo che ci imprigiona.

Cultura deriva da coltivare

quindi un termine da giardiniere

che semina, concima, difende

le sue piante, i suoi sogni.

Poeti giardinieri, pittori fanciulli

non abbiate paura di sognare.