Il più Piccolo Teatro d’Italia, di una Grande Famiglia

Costanza Diquattro, ragusana classe 1986, laureata in lettere moderne presso l’università di Catania, dal 2008 si occupa attivamente del Teatro Donnafugata a Ragusa Ibla. Questo teatro di famiglia risalente alla prima metà dell’800, che si trova all’interno del Palazzo Arezzo Donnafugata è stato restituito alla fruizione del pubblico dopo sei anni di restauri.

Nel 2010, Costanza ne assume la direzione artistica con la sorella Vicky, dando inizio ad importanti collaborazioni artistiche con prestigiosi teatri nazionali e compagnie teatrali di chiara fama.

Costanza Diquattro è in libreria con un romanzo dal titolo evocativo ed emblematico : “Donnafugata”.

Si tratta di un romanzo familiare che ripercorre la storia della famiglia ragusana dei Donnafugata.

Costanza ci racconta la saga di un casato nel diciannovesimo secolo : di uno spaccato della sua personale storia di famiglia, una storia delicata, intima e commovente, un romanzo che diventa un diario personale dell’illuminato uomo pubblico il Barone Corrado Arezzo, che vive e invecchia ‘circondato dalle fimmini’.

Barone Corrado Arezzo di Donnafugata

Ma sentiamo dal racconto della diretta interessata, Costanza Diquattro, la storia del più piccolo Teatro d’Italia, ovvero una perla incastonata all’interno del fastoso Palazzo Donnafugata.

Costanza Diquattro : tra Teatro e Libri

Doveva essere la cappella di casa, la spazio più appropriato per unire il terreno all’ultraterreno, l’uomo a Dio.

TEATRO-DI-DONNA-FUGATA – Ragusa Ibla

Diventò, invece, per volontà di Francesco Arezzo Barone di Donnafugata, un teatro.

Perché se è vero che nella cappella si sarebbe celebrato il mistero della vita e della morte è pur vero che dentro un teatro avrebbero celebrato il mistero dell’arte e tanto bastò a Francesco.

Il Teatro Donnafugata sta li, sonnacchioso e bello da duecento anni circa.

Soli novantotto posti a sedere, una doppia fila di palchetti, una platea e un minuscolo golfo mistico. Una bomboniera, come in tanti amano definirlo, nel cuore pulsante di una barocca Ibla, perla degli Iblei. Eppure è un teatro a tutti gli effetti e svolge a pieno il suo ruolo sociale, quello di aprire le menti, alimentare il dibattito e veicolare cultura.

COSTANZA DIQUATTRO

E’ stato completamente restaurato da mio nonno, l’Avv. Salvatore Scucces, nel 2001 e poi affidato, per una strana combinazione di fortuiti eventi, a me e mia sorella Vicky.

COSTANZA-DI-QUATTRO-e-VICKY

COSTANZA-DI-QUATTRO-e-NONNO-SALVATORE

Questo spazio incantato ha fatto sempre parte della nostra vita, averlo dentro casa ci permetteva di usarlo come un rifugio, un gioco, un luogo delle meraviglie. Ma gestirlo con serietà e totale abnegazione fu del tutto diverso. Sono personalmente cresciuta attraverso questa creatura fatta di velluto rosso e affreschi, ho formato la mia maturità e le mie scelte di vita sulle sue tavole imbibite della polvere di secoli, ho pianto per la sua sorte spesso amara e mi sono emozionata per ogni spettacolo, per ogni sipario aperto, per ogni successo.

Perché il teatro è innanzitutto una palestra di vita, un esercizio al dialogo, al rispetto, alla convivenza. E’ sudore e fatica ma anche emozione scalpitante e dilagante entusiasmo. Negli anni siamo cresciute professionalmente sfatando l’idea che “piccolo” possa essere sinonimo di “scadente”.

Abbiamo iniziato significative collaborazioni con i teatri lirici più importanti d’Italia (Accademia Teatro alla Scala, Teatro Massimo Bellini di Catania, Teatro Massimo di Palermo e Teatro di San Carlo a Napoli), abbiamo cementato negli anni la collaborazione con l’INDA di Siracusa e con prestigiosi teatri di prosa, riuscendo a vincere una scommessa fatta anni prima: trasformare la marginalità geografica in opportunità, fascinazione e coraggio.

E tra le poltrone rosse è nata l’idea di scrivere. Scrivere della mia vita, delle vite altrui dimenticate dagli anni e dalla memoria e del teatro. Scrivere per non dimenticare, per salvare il racconto dalla incuria del tempo e per fermare un ricordo, un’emozione, un istante di eterna felicità.

Ho così coniugato le mie due grandi passioni, teatro e libri, in una sola grande fede: la bellezza.

Costanza Diquattro