Testo di Francesca Fabbri Fellini – Foto di Graziano Villa

È una mostra che Rimini accoglie con il cuore aperto e lo sguardo incantato: ‘Di sogni e di segni: Fellini e Manara’, visitabile gratuitamente al Museo della Città fino al 31 agosto, è molto più di un’esposizione. È un viaggio dentro un sodalizio artistico e umano che ha segnato la cultura italiana e internazionale: quello tra il maestro del cinema onirico Federico Fellini e l’illustratore visionario Milo Manara. La mostra presenta le tavole originali delle due celebri storie a fumetti, “Viaggio a Tulum” e “Viaggio di G. Mastorna detto Fernet”, nate dal loro sodalizio, esempi straordinari di narrazione disegnata ispirata al linguaggio cinematografico.

Milo-Manara-Viaggio-a-Tulum

Milo-Manara-il-Viaggio-di-G-Mastorna-detto-Fernet

Milo Manara, classe 1945, è considerato uno dei maggiori fumettisti al mondo, con una carriera che vanta collaborazioni con i grandi nomi della cultura, da Federico Fellini a Pedro Almodovar, dal grande giornalista Enzo Biagi, con il quale ha realizzato una “Storia d’Italia a fumetti”, al collega Hugo Pratt, padre di Corto Maltese.

Manara viene dall’Accademia, dalla scuola in cui si doveva disegnare dal vero e il disegno era di tipo classico, tradizionale, di tipo neoplatonico.

Era questo che s’insegnava nella sua epoca.

Manara racconta spesso la propria esperienza artistica con Federico Fellini chiamandolo “padre”. Fellini, lo chiamava ‘Milone’, era molto rispettoso, forse vedeva in Manara un po’ di se stesso da giovane, perché anche lui all’inizio della sua carriera disegnava fumetti satirici comici sulla rivista Marc’Aurelio. Tuttavia voleva avere tutto sotto controllo, disegnava lo story-board, voleva vedere tutti i disegni di Milo prima della pubblicazione, anche correggendoli. Per Milo Manara di sicuro è stata una grande scuola, anche se certamente molto severa.

Ho incontrato Milo, con emozione e gratitudine, per raccontare insieme questa mostra e l’eredità di un’amicizia fatta di disegni, sogni e un’ironia profonda e affettuosa. Ecco cosa ci siamo detti.


D: Milo, che bello ritrovarti a Rimini in questa mostra dal titolo evocativo: Di sogni e di segni. Potrebbe essere anche il titolo perfetto della tua amicizia con Federico Fellini: sogni e disegni?

R: Assolutamente sì. È un titolo che riassume perfettamente il nostro rapporto. Con Federico si parlava quasi esclusivamente di disegni e sogni. Lui non parlava mai dei suoi film; il disegno era il nostro linguaggio comune. Io ero disegnatore, e lui nutriva una sincera simpatia per noi “fumettari”, forse anche perché era nato come illustratore al Marc’Aurelio e capiva profondamente il linguaggio visivo.

Mostra-Milo-Manara-Museo-della-Citta-Rimini-©GrazianoVilla

D: E Vincenzo Mollica è stato il “cupido” che vi ha fatto incontrare?

R: Sì, Vincenzone è stato essenziale era ‘l’allevatrice’: aveva il dono di rasserenare ogni situazione, anche quelle più delicate. Ricordo in particolare quando si affrontava il Viaggio di G. Mastorna, un tema che Federico non amava trattare troppo, ma Vincenzo riusciva a farglielo vivere con leggerezza.

Mostra-Milo-Manara-Museo-della-Citta-Rimini-©GrazianoVilla

D: Nel 1984 per il suo 64° compleanno gli hai dedicato un fumetto di 4 pagine: ‘Senza titolo’, tratto da un sogno di Federico. Un regalo che segna l’inizio della vostra amicizia artistica. Il finale recita “Senza fine”, una scelta che emozionò lo zio Federico da sempre contrario a chiudere le sue opere con la parola “fine”. Un piccolo gesto Milo, ma profondamente in sintonia con la sua poetica.

R: Credo di sì. Soprattutto per le parole finali: Senza fine. Come hai detto tu Francesca, Federico detestava la parola “fine” e non l’ha mai usata nei suoi film. Quell’epilogo gli parlava profondamente.

Mostra Milo Manara-Museo della Città-Rimini-Disegno di F.Fellini-Castaneda s Tovagliolo-©GrazianoVilla

D: Ricordi cosa c’era scritto sul campanello del suo studio in Corso Italia 35?

Mostra-Milo-Manara-Museo-della-Citta-Rimini-Caricature di Federico Fellini di Manara-©GrazianoVilla

R: Certamente Francesca: Il Disperso.

Era il titolo alternativo del romanzo AmeriKa di Franz Kafka, del quale Fellini desiderava ardentemente realizzarne un film. Federico teneva il ritratto di Kafka nel suo studio e lo considerava una guida spirituale. Diceva che Kafka lo emozionava per “il senso del labirinto, del quotidiano che diventa magico”. Il suo cinema, infatti, condivide con Kafka il linguaggio del sogno e la capacità di trasformare l’assurdo in poesia. Quella parola ‘disperso’ lo rappresentava: smarrito, immerso in una realtà indecifrabile, proprio come l’arte che creava il suo Cinema.

D: Federico ti chiese mai Milo quale fosse il tuo film preferito tra i suoi?

R: Una volta sì. Gli dissi Il Casanova, anche se non so se la risposta gli piacque. Era un lavoro su commissione, non una sua idea originaria. Ma lo trovo visivamente ricchissimo, con una colonna sonora di Nino Rota strabiliante. E poi quel Casanova obbligato alla seduzione, che ci prova persino con una bambola meccanica… c’è molto da leggere lì.

D: Alla mostra hai portato anche uno storyboard di una pubblicità con un vecchio Casanova, vero?

R: Sì, era il mio piccolo contributo a una battaglia che Federico aveva molto a cuore: quella contro l’interruzione pubblicitaria nei film. Negli anni ’80 lanciò lo slogan: Non si interrompe un’emozione. Lo ricordo in TV, rarissima presenza la sua. Disse: “Non vorrei suggerire nuove idee all’attivissimo Cavaliere… ma perché non attaccare un adesivo sulla Gioconda? O trasformare la Messa in occasione pubblicitaria? Una messa piana, due spot. Una cantata, quattro.”

Mostra-Milo-Manara-Museo-della-Citta-Rimini_8 e mezzo_©GrazianoVilla

Mostra-Milo-Manara-Museo-della-Citta-Rimini_Casanova_©GrazianoVilla

D: Tra tutti i tuoi disegni esposti, ce n’è uno che senti davvero vicino alla tua anima?

R: Direi Otto e Mezzo e Casanova, realizzati per Costa Crociere. La nave Costa Atlantica, inaugurata nel 2000 a Venezia, aveva ogni ponte dedicato a un film di Fellini. Quei due titoli li porto nel cuore, Otto e Mezzo l’ho visto quando è uscito nel 1963, avevo 18 anni e per me è stata la folgorazione.

D: Un regalo speciale per questa mostra è stato il disegno sul tovagliolo fatto da Federico di Castaneda. Nessuno ha mai incontrato davvero Castaneda, e alcuni dicono che forse non sia mai esistito…

R: È vero. L’unica immagine che esiste è quella che Federico disegnò su un tovagliolo. È magico, come tutto ciò che toccava.

D: Se il genio della lampada riportasse Federico sulla terra, che cosa gli chiederesti?

R: Gli chiederei di raccontarmi com’è dall’altra parte. So già che mi direbbe di aver incontrato Groucho Marx e mi racconterebbe il seguito di Mastorna.

Mostra-Milo-Manara-Museo-della-Citta-Rimini-©GrazianoVilla

D: Sarebbe una giornata indimenticabile. Grazie Milo, per custodire così bene il ricordo di mio Zio Chicco, l’uomo che raccontava al mondo la sua fanta-realtà.

R: Io la chiamerei realtà interiore. Federico guardava il mondo con gli occhi di chi lo ricorda. La cinepresa in mano a lui era come il terzo occhio: quello della consapevolezza. I suoi sogni non erano fuga, ma visione. E sì, ci univa anche l’amore per le donne. Come le disegnava lui, nessuno mai.

E come ultimo tributo a questo instancabile Maestro del disegno, non si può non menzionare la sua più recente impresa: l’adattamento a fumetti de Il nome della rosa, pubblicato da Oblomov Edizioni nel 2023. In quest’opera, Manara traduce il labirinto letterario di Umberto Eco in un viaggio visivo carico di simbolismi, tensione narrativa e bellezza pittorica. È un omaggio alla cultura italiana e una dichiarazione d’amore per l’arte del racconto, che riassume perfettamente il percorso di un artista che ha attraversato cinema, letteratura e sogno con il tratto elegante di un visionario.

Un’opera che chiude il cerchio, e lo lascia “senza fine”.

Francesca Fabbri Fellini & Graziano Villa – BIO

Graziano Villa e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla – Timbavati National Park – Southafrica

Francesca e Graziano: due “Life Travellers”, due esploratori instancabili in viaggio continuo alla ricerca della Bellezza e della Bontà nel mondo. Raccontano ciò che incontrano — persone, luoghi, natura — con uno sguardo curioso e incantato, guidati dalla meraviglia e da quella parte infantile che custodiscono gelosamente dentro di sé.

🎤 Francesca mette a frutto la sua lunga esperienza da giornalista nei principali network radio-televisivi, trasformandola in una sorta di “bastone da rabdomante” capace di intercettare con sensibilità storie, volti e tematiche che meritano di essere raccontati. Le sue interviste si concretizzano in testi e video straordinari — così dicono di lei — capaci di emozionare e far riflettere.

📸 Graziano, con decenni di esperienza nella fotografia professionale — ritratto, reportage, still life, moda — cattura l’anima dei personaggi e dei contesti con immagini evocative, poetiche e potenti. Ogni scatto è il riflesso della passione con cui interpreta il mondo.

Miss Penny, la nostra body guard.

✨ Insieme, formano un duo vibrante e complementare, sempre alla ricerca di storie che sappiano dare emozioni.

Graziano + Francesca + Penny