Il Cinema di Federico Fellini

Gli astrologi hanno detto che la data del  20 gennaio 2018 è stata un’ottima scelta per l’inaugurazione del rinato Cinema Fulgor a Rimini. Una delle giornate migliori di gennaio, il 20. La luna Pesci evoca Giulietta Masina, il sole appena entrato in Acquario segno del Cinema, gode della protezione di Venere. Il 20 gennaio è anche il compleanno di Federico Fellini che proprio al Fulgor vide il suo primo film e immortalò la sala in Amarcord, uno dei suoi più grandi capolavori. A curarne l’allestimento è stato lo scenografo 3 volte Premio Oscar Dante Ferretti, che per il regista riminese disegnò il set di decorazioni di cinque pellicole.

Cinema FULGOR – 2018 – © Photo by Graziano Villa

Pensando a quando andava al cinema, Federico Fellini diceva : ” Con il suo alternarsi di luce e oscurità  di immagini che appaiono e scompaiono, sono convinto che il cinema sia donna. Come in un ventre materno, stai al cinema fermo e raccolto, immerso nel buio, aspettando che dallo schermo ti arrivi la vita. Al cinema bisognerebbe andare con l’innocenza del feto. A Rimini il cinema si chiamava Fulgor, l’ho già raccontato in quasi tutti i miei film. Sto li proprio sopra la cassa, e non posso fare a meno di pensare che, quando c’è un film che non piace, la gente uscendo se la prenderà un pò anche con me, mi guarderà con delusione.’

E proprio al Fulgor,  a sei anni vide il suo primo film, seduto sulle ginocchia del Papà Urbano : Maciste all’Inferno.

Così lo Zio Federico raccontava quell’esperienza in un’intervista: …c’era un omaccione seminudo, una specie di facchino dell’inferno, ed era un inferno affascinantissimo popolato da donnine con gli occhi bistrati, dai seni generosi. Credo che ò’immagine di queste abitatrici infernali che cercavano di concupire Maciste, che parlava muovendo le sopracciglia, sia il debito vero che ho con il Cinema, perché in tutti i miei film metto sempre quel tipo di donne lì: formose e affascinanti. Posso dire che è stato il film che mi ha influenzato per sempre…”. Da adolescente, durante gli anni ’30, lo Zio Federico era solito mercanteggiare con il gestore del Fulgor: lui cedeva i suoi “scarabocchi” – i volti delle star americane che già indicavano la sua attitudine al disegno, alla caricatura: più tardi, quando si trasferì a Roma, divenne uno dei vignettisti del giornale satirico “Marc’Aurelio” – l’altro gli garantiva la visione gratuita delle pellicole di Hollywood. Un sogno ad occhi aperti per il futuro regista: tanto che per il suo “Amarcord” volle ricostruirlo fedelmente nel “suo” Teatro 5 di Cinecittà. Il nome Fulgor era, originalmente, legato ad una sala di proiezione riminese, nel 1914; solo nel 1920 si insediò nell’attuale sede a Palazzo Valloni in Corso Augusto, ristrutturata allora dall’ingegnere-poeta-pittore Addo Cupi (1874-1954).

Dante Ferretti – Cinema FULGOR – 2018 – © Photo by Graziano Villa

IL 20 Gennaio 2018, poco meno di un secolo dopo, il Fulgor è tornato all’originale….fulgore grazie al restauro condotto dall’architetto Annio Maria Matteini, con gli interni firmati dal tre volte Premio Oscar Dante Ferretti, che di Fellini ha condiviso il genio visionario in ben cinque film, da “Prova d’Orchestra” (1979) all’ultima opera del Maestro, “La Voce della l’Una” (1990). L’intento di Ferretti è stato quello di trasformarlo in un luogo cinematografico magico. Una sala “romagnola-hollywoodiana” capace di evocare sia i locali dell’America degli Anni Ruggenti, sia le atmosfere divesche che il giovane Fellini aveva modo di assaporare quando sul grande schermo recitavano le dive hollywoodiane. A occuparsi dei dettagli concreti dell’invenzione di Ferretti stata un’eccellenza internazionale nel campo della conservazione, del restauro e della creazione di apparati scenografici : Studio Forme di Roma.

Cinema FULGOR – 2018 – © Photo by Graziano Villa

Di sua produzione sono gli stucchi e  gli arabeschi con le Veneri nude e dorate che spuntano da un mare stilizzato, ondeggiante tra una colonna e l’altra; ma pure gli elementi decorativi “pavoneggianti” e le grandi cornici vuote color oro. Un luogo unico, dunque, il nuovo “FULGOR”, che ha contribuito a fare di Rimini uno dei “100 places to go 2018” secondo il New York Times

Francesca Fabbri Fellini 

Foto © Graziano Villa