Chiedimi perché vado in montagna.

Chiedimi perché, quando il resto mi sta stretto, l’unica via è il sentiero.
Chiedimelo.

Perché?

Perché in montagna non puoi sprecare fiato per parole inutili.

Lo devi conservare per arrivare in cima, e il resto è silenzio o parole gentili.
Perché l’unico peso è lo zaino. Non c’è peso per il cuore.
Perché tutti, se lo desiderano, possono arrivare in cima. Solo un passo dietro l’altro.
Perché incroci persone che trovano ancora un momento per salutarti.
Perché non ci sono orpelli: ci sei tu e c’è il tuo corpo, che devi custodire e curare, se vuoi avere le forze. C’è il cielo con i suoi umori.
Non si scherza con la pioggia, il vento, la neve o la notte.
Devi fare molta attenzione, e tornare a quello stadio primitivo in cui la natura e i suoi movimenti erano parte della tua vita, parte integrante del tuo quotidiano.
Non puoi snobbare la natura, in montagna: ti tira per la manica, ti chiede di guardarla, di studiarla, di esserle presente.
In montagna puoi e devi essere presente a te stesso, senza distrazioni.
Forse è per questo che, sopra tante vette, telefonini e internet funzionano a singhiozzo… è la natura che ti dice: “Lascia stare, lascia stare il superfluo. Stai con gli amici. Stai con gli animali. Stai con te stesso. Non ti serve nient’altro”.

Valeria Tonella

Per me la qualità della Vita fa rima con Alto Adige.

Condivido al 100% le parole di Valeria Tonella, guida ambientale, escursionista che non descrivere meglio la montagna, precisando nel suo motto : “Per noi la Montagna è Vita !”

In questo reportage io e Graziano, cercheremo di raccontarvi un territorio, quello dell’Alto Adige (Sud Tirol) in continua evoluzione, dove la Cura è al centro del cambiamento.

FFF

La Ninfa del Lago di Carezza

Un tempo, nelle acque del Lago di Carezza viveva una ninfa di particolare bellezza.

Questa ninfa deliziò con il suo canto melodioso i viandanti che salirono al Passo di Costalunga. Un giorno, anche lo stregone di Masaré la sentì cantare e si innamorò sperdutamente della ninfa. Egli usò tutti i suoi poteri per conquistare la fatina del lago senza riuscirvi. Così lo stregone chiese aiuto alla strega Langwerda, che gli consigliò di travestirsi da venditore di gioelli, di stendere un arcobaleno dal Catinaccio al Latemar, e di recarsi quindi al Lago di Carezza (Karer See), un lago a ben 1.520 m di altitudine, per attirare la ninfa e portarla con sé.

Così fece: stese il più bell’arcobaleno mai visto sino ad allora tra le due montagne e si recò al lago, ma dimenticò di travestirsi. La ninfa rimase stupita di fronte all’arcobaleno colorato di gemme preziose. Ma ben presto si accorse della presenza del mago e si immerse nuovamente nelle acque del lago. Allora non fu più vista da nessuno. Lo stregone, distrutto dalle pene d’amore, strappò l’arcobaleno con le gemme dal cielo, lo distrusse in mille pezzi e lo gettò nel lago.

Questa è la ragione, perché ancora oggi il Lago di Carezza sotto le imponenti pareti del Catinaccio e del Latemar risplende tutti gli stupendi colori dell’arcobaleno, dall’azzurro al verde, e dal rosso all’indaco. In lingua Ladina, il lago è noto come “Lec de Ergobando”, Lago dell’Arcobaleno.

Centro Storico di Bolzano

Cuore raffinato conservato intatto fino ai giorni nostri.

Il Centro Storico di Bolzano è un gioiellino di vicoli ed edifici storici in cui oggi convivono alla perfezione tradizione e modernità.

Bolzano – Centro Storico

Lo splendido centro storico del capoluogo è un suggestivo intreccio di vicoli e piazzette, arricchite da negozi, trattorie e locali tipici.

La prima strada costruita furono Portici, cuore pulsante della nascente attività mercantile, ancora oggi imperdibile meta di shopping.

BOLZANO_CITTA’_Centro Storico

Lunghi 300 metri, si estendono da piazza delle Erbe, piazza del mercato fin dall’antichità, alla graziosa piazza del Municipio.

BOLZANO_CITTA’_Municipio

I portici conservano edifici storici, molti ancora perfettamente conservati, come il barocco Palazzo Mercantile.

Bolzano – Centro Storico


Oggi, la porta del centro storico è 
piazza Walther von der Vogelwiede, intitolata al poeta tirolese del Duecento, dove sorge la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta (Duomo), maestosa costruzione risalente al XV secolo, in stile gotico, eretta sui resti di una chiesa paleocristiana.

Piazza Walther von der Vogelweide

Piazza Walther con la statua di Walther von der Vogelwiede

Gita alle Piramidi di Terra del Renon

Sono le più famose dell’Alto Adige, le più alte e le più belle per forma di tutta Europa. Una spettacolo della natura. Il nostro Viaggio slow in funivia e trenino per raggiungerle.

Per raggiungere le Piramidi bisogna prendere la funivia che supera, in 12 minuti, i 1200 metri di dislivello che separano il centro di Bolzano alla località di Soprabolzano sull’Altopiano del Renon.

Stazione del TRENINO-della-Valle-del-RENON

Poi ci dirigiamo alla stazione del trenino storico. Questo treno, che collega in 15 minuti Soprabolzano con il paese di Collalbo, è una vera esperienza!

Trenino storico della Val Renon

Fu inaugurato nel lontano 1907 e consentiva di collegare la città di Bolzano con l’Altopiano del Renon, superando senza fatica i 1000 metri di dislivello. Oggi è diventato un’attrazione turistica, sia per i caratteristici vagoni in legno e sia per la particolarità del funzionamento a scartamento ridotto.

Soprabolzano_BOLZANO_FUNIVIA-e-TRENINO-del-RENON

Il paesaggio che si può osservare è a dir poco fantastico: scenari da fiaba immersi in un verde brillante con le dolomiti della Val Gardena a fare da sfondo, bellissimo!

Ad attenderci fuori della stazione di Collalbo troviamo i cartelli segnaletici che ci accompagneranno fino alle piramidi di terra. Il sentiero 24, chiamato anche “Piramidi di terra”, è facilissimo e si svolge su strada asfaltata con un lieve dislivello che in 45 minuti di cammino, arriverà al punto di belvedere.

Il sentiero per le piramidi di terra passa per il centro del paese di Collalbo e poi continua in mezzo a prati e boschi in un continuo saliscendi fino ad arrivare ad un belvedere che si apre su un panorama che ti lascia senza fiato: davanti a noi: le piramidi di terra!

Dovete sapere che sono le più alte in Europa e si sono formate grazie alla lenta erosione delle rocce moreniche di origine glaciale. Quasi tutte le piramidi hanno una pietra grande in cima, nel caso una di queste dovesse cadere, il cumulo di terra ormai senza protezione si distruggerebbe quasi subito. 

Chi è Francesca

Francesca Fabbri Fellini

Francesca Fabbri Fellini è nata a Bologna nel 1965 sotto il segno dei Gemelli, ascendente Bilancia. Da quel giorno è scritto nelle stelle che sarà curiosa, dotata di grande senso dellumorismo, del teatrale, di doti comunicative e una grandissima simpatia.

Alla continua ricerca di stimoli intellettuali.

La sua professione da grande?

Avrà a che fare con il mondo della parola.

A Bologna, il 6 giugno del 65, il giorno del suo battesimo, i suoi genitori, Maria Maddalena Fellini e il dott. Giorgio Fabbri scelsero come padrino lo zio Federico Fellini e come madrina la zia Giulietta Masina.

Lo zio Chicco, come lo chiamava lei, le insegnò sin da piccola che esistono due vite: quella ad occhi aperti e quella ad occhi chiusi.

F.Fellini e G.Masina_battesimo al battesimo di Francesca

Da emiliano-romagnola è dotata di coraggio personale, laboriosità, vivo senso dellospitalità, carattere franco, aperto e allegro. Si diploma al Liceo Linguistico.

A 23 anni dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere si trasferisce a vivere a Roma dove la sua vita si svolgerà sino al 2006, anno del ritorno a Rimini dove ad oggi vive e lavora.

Nel 1987 ha firmato la sua prima scrittura in video con la Rai, per il programma “Muoviamocisu Rai Due, con Sidney Rome, ben 180 puntate. Dopo questa esperienza, ha firmato molti altri contratti con la Rai, con la qualifica di scrittura in video.

Dal 1999 al 2006 è stata una delle inviate de “La vita in diretta”, lo storico contenitore pomeridiano in onda sulla Rai dal 1991.

Ha lavorato con celebri autori televisivi come Michele Guardì, Enza Sampò, Giovanni Minoli, Daniel Toaff, Licia Colò.

Mamma Maria Maddalena Fellini – Francesca – Papà Giorgio Fabbri

La televisione le piace molto, ma il cinema è da sempre nel suo Dna (si definisce “cresciuta a cinema e tortellini”) : tra il 1993 e il 1997 ha collaborato con il network radiofonico RTL 102.5, occupandosi proprio di cinema, e grazie a questa esperienza è diventata giornalista professionista nel 1997.

Francesca nel 2003 con la mamma Maria Maddalena, firma un volume di ricordi e ricette dal titolo: A tavola con Felliniche in una nuova edizione del 2013 diventerà A tavola con Fellini – Ricette da Oscar della sorella Maddalena’, le ricette preferite dello Zio Federico.

La cucina, la famiglia, il cinema e i film. Un Federico Fellini raccontato attraverso le sue preferenze e le abitudini a tavola.

Un viaggio tra i sapori della tradizione emiliano-romagnola e la storia del cinema mondiale.

Un libro per diffondere al mondo intero la passione di Fellini per la cucina tradizionale. Questo è il motivo che ha spinto Francesca, a pubblicare questo volume.

Dal 2004 al 2006 ha firmato e condotto sempre sul network radiofonico RTL la trasmissione “Asa NIsi MAsa – LANIMA del cinema” che prendeva il nome dalla frase magica ripetuta da Guido/Mastroianni, protagonista di “Otto e mezzo” di Fellini.

Alfie, Francesca e Graziano

Dal 2009, dopo lincontro con il fotografo Graziano Villa (compagno di vita e di lavoro) si occupa della curatela delle sue mostre fotografiche, dallideazione alla realizzazione finale. Gestisce e organizza il portfolio del Villa, presentandolo a gallerie e festival.  Elabora progetti di mostre fotografiche, scrive comunicati e gestisce la comunicazione dellevento in maniera autonoma, conoscendo anche le tecniche di illuminazione ed allestimento utili per le esposizioni.

“La Fellinette”, così la chiamava lo zio Federico,(disegnandola a pastelli in un foglio di quaderno), ama la buona tavola, il cinema, il teatro, la radio, i libri, la fotografia, i fiori e soprattutto fare lunghe passeggiate sulla spiaggia con il suo più grande amico : Alfie, un barboncino bianco al quale manca la parola.

Per le celebrazioni del Centenario della Nascita dello zio Federico Fellini nel 2020, Francesca ha scritto e diretto un cortometraggio a tecnica mista che parte dallanimazione del disegno che le ha fatto da bambina, La Fellinette, dove il disegno originale dello Zio Federico prende Vita, per arrivare in un sogno in live action e fare ritorno nellanimazione con un gran finale.

Alfie e la Fellinette sulla spiaggia adriatica

Francesca Fabbri Fellini è lultima erede per Dna del Maestro Federico Fellini.

EAmbasciatrice nel mondo dellUomo dai 5 Oscar e della sua eredità culturale.

Un collega giornalista un giorno le ha detto: Ti auguro di cuore Francesca di rimanere senatrice a vita dellonirico felliniano nel mondo!

La vita di Francesca Fabbri Fellini si riassume in unaforisma :

Nulla si sa, tutto simmagina.

“Graziano Villa : Viaggiatore della Vita”

G.VILLA_Ritratto_di Francesca Fabbri Fellini

Il Fotografo è un Viaggiatore e la Fotografia per me è una meravigliosa “crociera” esistenziale. Ho attraversato diversi “oceani” della mia attività, usano la mia macchina fotografica come una vela.

Ho iniziato “navigando” nel burrascoso mare del Reportage; ho attraversato quello snob della Moda; ho trovato ristoro nelle calme acque dello Still Life; infine sono approdato in quello stimolante del Ritratto….ora ho iniziato un percorso artistico realizzando “Ritratti d’Architettura” ….qul è la mia metà di questo “navigare” ? Conoscere meglio il Mondo !