Un Circo di Visionari

Il CIRCO PANIKO è una delle prime e più numerose compagnie di Circo Contemporaneo nate in Italia (2009). Fonde tecniche circensi, musica, teatro, danza, illusionismo. Dispone di uno chapiteau giallo a spicchi blu, finemente attrezzato, arredato con pavimento e gradinate in legno.

CIRCO PANIKO è un collettivo internazionale di artisti circensi, musicisti, liberi pensatori. Viaggia con il proprio teatro portando i suoi spettacoli in tutta Europa. La musica dal vivo da sempre lo contraddistingue e lo pone nella scena circense come una delle realtà più attente e virtuose a livello musicale. Gli artisti e le atmosfere che si vengono a creare portano lo spettatore in altri mondi: non si distingue più nello spettacolo l’acrobatica pura dalla potenza attoriale, la perfomance del singolo dalla coralità espressiva: una grande fanfara gitana si srotola fuori e dentro la tenda, personaggi dipinti, immersi nella musica e nell’illusione, accompagnano il pubblico in un’esperienza fantastica, sincera e piena di gusto.

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La pista del circo è tonda, circolare, un ventre materno, un luogo prima del tempo. In base alla disposizione delle idee, delle gradinate, del pubblico e degli artisti, nascono spettacoli ed esperienze sempre nuove: Scaturiscono dalla scenografia e dai suoi aspetti creativi (un lampadario o una grande scalinata) numeri acrobatici, giochi prospettici e narrazioni: la pista si trasforma in lungo corridoio o in una sala da ballo, portando lo spettatore a viversi un’esperienza surreale a 360°. L’ironia e l’estetica si mangiano la scena con fare dissacrante, sotto le note di una musica da grande orchestra… da leccarsi le orecchie!

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Il CIRCO PANIKO danza oltre la morale, sopra e sotto, ci gioca a scacchi e le offre da bere: ad esempio catapulta Dante Alighieri in un condominio “circense” assieme a drag queen, suicidi, barboni e amministratori laureati in italianistica del ‘400 (Panikommedia). O ancora, trasforma la tenda in un grande ristorante con servizio al tavolo e selezione di spumanti (Cabaret degli Affamati), in un rotondo mercato di cianfrusaglie mitiche (Bran Paniko al Bazar), in un rocambolesco gioco di società a 3 colori (Absyde).

Il CIRCO PANIKO si definisce COLLETTIVO NOMADE: ha un’organizzazione interna orizzontale, non ci sono dirigenti o strutture gerarchiche ma un modello gestionale basato sul confronto, la delega e la decisione condivisa. I membri del collettivo svolgono tutte le mansioni necessarie al suo funzionamento, ne curano la direzione artistica, autoproducono i progetti che ritengono validi senza dover dipendere da finanziatori esterni.

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Il CIRCO PANIKO non riconosce i confini politici e ideologici che tendono a separare gli individui. L’auto-sostentamento per mezzo del gradimento del pubblico é il motore propulsivo fondamentale di questo progetto. Il biglietto non deve essere una barriera: l’ingresso è libero e l’uscita ad offerta. Il Paniko ritiene importantissimo che sia il pubblico a dare un valore all’esperienza vissuta sotto tenda.

Il CIRCO PANIKO è un micro-territorio che non ha confini, che li ridisegna ogni volta attorno al proprio tendone in qualsiasi luogo in cui atterra, in breve tempo esonda e invade l’intorno fino a vivere pienamente quel luogo e la sua comunità. Si trasforma con essa in uno scambio vitale. Un esempio di vita basata sulla cultura della non-violenza, dell’arte e della festa, come momento catartico di aggregazione e condivisione universale. È proprio nella FESTA che esplode l’essenza della ricetta Panika.

Il CIRCO PANIKO ha creato negli anni una fittissima rete di relazioni con soggetti sparsi sul territorio europeo con cui condivide l’obiettivo della diffusione e promozione dello spettacolo dal vivo in ogni sua forma.

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Federico Bassi

Artista di circo, clown, giocoliere, acrobata, equilibrista, inventore, pedagogista, nomade.

Classe ’76, nasce a Milano sotto il segno dei Pesci. Dimostra fin da piccolo doti acrobatiche e amore per il pericolo scalando tavoli e cassettiere. A quattro anni, l’interesse per le grandi altezze lo porta a rompersi i denti cadendo di faccia da una sedia! Non si arrende, e crescendo si cimenta in svariati sport con promettenti risultati ma… incontra la giocoleria, arte che svilupperà per tutta la vita. Nel corso degli studi liceali scientifici diventa un buon disegnatore, un discreto filosofo e un gran sognatore. La curiosità per la diversità lo porta a confrontarsi con mondi sommersi come le carceri, i campi rom, i centri anziani, per adolescenti con famiglie disastrate, per persone con handicap; ed è proprio lavorando in questi contesti che scopre e comprende la potenza del clown.

Studia danza-movimento con Lidia Gambirasio, scultura sonora alla Cite des Arts de la Rue di Marsiglia con Jaques Remus (e inizia ad inventare macchine inutili che risvegliano la meraviglia). Indaga l’equilibrismo su corda e l’arte del clown nelle strade delle principali citta italiane ed europee. Studia tra gli altri con Loco Brusca, Fikri Tallih, Ted Kaiser, Rita Pelusio, Jean Meningue. Si laurea alla Civica Scuola d’Arte Pedagogica di Milano. Si avvicina alle filosofie orientali e in particolare inizia ad approfondire la filosofia Yoga studiando in india con lo yogi Ram Rajesh di Rishikesh e la yogini Anma Saraswati nel NadaYoga Ashram di Gajaminal.

Lavora con la compagnia teatrale “LaStravaganza” dal 2001 al 2008 con il maestro Denis Gaita, realizzando spettacoli con artisti provenienti da centri psicosociali. Nel 2004 crea il Piccolo Circo Volante con Daniele Villari e Mirko Giannetta con cui realizza spettacoli di acrobatica eccentrica e clownerie. Nel 2011 fonda l’associazione Circo Impossibile con la quale realizza vari progetti pedagogico-artistici tra cui l’Ocean (Concerto per macchine musicali meccaniche a cicli d’acqua, realizzate e suonate da artisti con handicap) e Mechanics for Dreamers (che realizza opere e performance di musica meccanica e laboratori di riuso creativo).

Nello stesso anno inventa e realizza “La Luna”, una struttura basculante per corda tesa che apre nuovi orizzonti e possibilità espressive: permette un fortissimo dialogo tra attrezzo, scenografia e artista. Il continuo cambio d’inclinazione della corda aumenta l’aspetto poetico e virtuoso dell’arte funambolica, lo spettacolo che ne scaturisce porta Federico in tutta Europa. Dal 2013 diventa parte stabile del collettivo Circo Paniko del quale diventa presidente e “tutto fare”. L’incontro con la tenda del circo si dimostra essere estremamente fertile e creativo su più livelli: dall’invenzione di macchinari scenici alla cura delle strutture fino alla realizzazione degli spettacoli che hanno reso celebre il progetto Paniko; tra i tanti: Il Cabaret degli Affamati, Gran Paniko al Bazar (con più di 300 repliche in giro per l’Europa) e Panikommedia (liberamente e ironicamente tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri).

Dal 2015 collabora con diverse istituzioni e realtà internazionali, per la diffusione del Circo Contemporaneo. Dal 2019 collabora con Studio Azzurro alla realizzazione del primo Museo dedicato all’opera di Federico Fellini in qualità di creativo e tecnico circense. Proprio in questo ambito incontra Francesca Fellini che coinvolge lui e la tenda del Circo Paniko nel progetto del suo cortometraggio La Fellinette.