Testo di Francesca Fabbri Fellini – Foto di Graziano Villa
Due riminesi a Cala del Forte

Sabato scorso ho avuto l’occasione di vivere un incontro che racconta molto più della semplice cronaca: un frammento di storia italiana che continua a muoversi, a navigare, a costruire. Ho conosciuto Marco Cornacchia, riminese classe ‘65, figura simbolo dell’epopea del Moro di Venezia, e il dott. Gian Battista Borea d’Olmo, per 15 anni direttore generale della Société d’Exploitation des Ports de Monaco (SEPM), insignito del titolo di Console del Mare, un riconoscimento che sembra cucito su misura per la sua autorevolezza e la sua visione strategica.

Dott. Gian Battista Borea d’Olmo e Marco Cornacchia – Cala-di-Forte_©Saverio-Chiappalone_IMG_1723-w
L’uomo che stava dove il vento parla più forte

Il team del Moro di Venezia a San Diego nel 1992 – Foto di ©Carlo Borlenghi
Per noi riminesi — e per molti italiani — il Moro di Venezia non è stata solo una barca: è stata un’epopea. Marco ha partecipato a tutte le regate del 1992 a San Diego, prima come addetto all’albero e poi come aiuto prodiere, l’uomo che sta a prua, dove il vento arriva per primo e parla più forte.
È stato protagonista di una delle imprese più memorabili della vela italiana:
- la vittoria della Louis Vuitton Cup nel 1992,
- la partecipazione finale all’America’s Cup,
- e, per questo suo contributo determinante, il CONI lo ha insignito della Medaglia d’Oro al Valore Atletico, uno dei riconoscimenti più prestigiosi dello sport italiano.

Il Moro di Venezia
Guardandolo oggi, sembra che quel vento non lo abbia mai abbandonato: negli occhi gli brilla ancora la Louis Vuitton Cup, come un riflesso che non si è mai spento.
L’incontro che cambia una vita: Borea d’Olmo e il porto che non c’era
Tra i momenti decisivi della sua carriera, Marco ricorda con particolare intensità l’incontro con il dott. Borea d’Olmo, figura cardine della portualità monegasca.
Fu lui a proporgli una sfida che pochi avrebbero accettato: seguire un porto che ancora non esisteva.
Cala del Forte, all’epoca, era un progetto sospeso. Un porto da completare, da ripensare, da immaginare. Per Marco, quel “nulla” non era un vuoto: era un foglio bianco su cui il mare stesso avrebbe disegnato.
«Qui abbiamo potuto decidere mentre costruivamo. È raro. È un dono.»

Cala del Forte_foto ©Saverio Chiappalone
Cala del Forte: un porto futurista con radici antiche
Oggi Cala del Forte è una realtà che sembra uscita da un film futurista, eppure affonda le sue radici nella tradizione marinara del Mediterraneo. È stato inaugurato nel luglio 2021, alla presenza del Principe Alberto II di Monaco, e rappresenta il più grande investimento del Principato in territorio italiano.

S.A. Principe Alberto II di Monaco – CalaDelForte_foto ©Studio Borlenghi
I numeri parlano da soli:
180 posti barca,
41 dei quali destinati a yacht tra i 26 e i 75 metri,
un porto che vive di accoglienza luce e di energia,
punto di riferimento dei grandi yacht del Mediterraneo.

Cala del Forte_©Saverio-Chiappalone
Passeggiando tra i moli, si percepisce una cura estetica rara:
- l’edificio principale sembra una scultura contemporanea;
- la palestra Technogym si apre su una vetrata immensa;
- il bistrot, con la sua terrazza luminosa, offre una cucina eccellente e una vista che invita alla sosta.
Tutto è pensato per essere bello, funzionale, armonico. E soprattutto, tutto è il risultato di un lavoro di squadra. Marco lo ripete spesso: “Nel mare, come nella vita, non si vince da soli.”
Due riminesi che hanno preso il volo

Team Cala del Forte_©foto Saverio Chiappalone
Mentre ascoltavo Marco raccontare la sua storia, mi è tornata alla mente una coincidenza che non è solo anagrafica: siamo coetanei e concittadini.
Due riminesi che, in anni diversi, hanno preso il volo dalla stessa città: lui verso il mare del mondo, io verso il mondo del giornalismo radio televisivo a Roma.

Marco Cornacchia e Francesca Fabbri Fellini_©foto Saverio Chiappalone
Strade diverse, ma la stessa radice.
E forse è proprio questo che rende speciale l’incontro: riconoscere, in un porto internazionale, un pezzo di Rimini che continua a navigare lontano.

Marco Cornacchia-©GrazianoVilla
Marco Cornacchia è un riminese che ha portato il vento nel mondo e poi lo ha riportato a casa, in un porto che sembra un miraggio.
E mentre ci salutavamo, mi è venuto spontaneo un augurio antico, semplice, essenziale — quello che i marinai si scambiano quando riconoscono un compagno di rotta:
«Buon vento, Marco!»
E subito dopo, come un’eco che arriva dal largo:
«Il mare non dimentica chi lo ascolta.»
Francesca Fabbri Fellini & Graziano Villa – BIO
Francesca e Graziano: due “Life Travellers”, due esploratori instancabili in viaggio continuo alla ricerca della Bellezza e della Bontà nel mondo. Raccontano ciò che incontrano — persone, luoghi, natura — con uno sguardo curioso e incantato, guidati dalla meraviglia e da quella parte infantile che custodiscono gelosamente dentro di sé.
🎤 Francesca mette a frutto la sua lunga esperienza da giornalista nei principali network radio-televisivi, trasformandola in una sorta di “bastone da rabdomante” capace di intercettare con sensibilità storie, volti e tematiche che meritano di essere raccontati. Le sue interviste si concretizzano in testi e video straordinari — così dicono di lei — capaci di emozionare e far riflettere.
📸 Graziano, con decenni di esperienza nella fotografia professionale — ritratto, reportage, still life, moda — cattura l’anima dei personaggi e dei contesti con immagini evocative, poetiche e potenti. Ogni scatto è il riflesso della passione con cui interpreta il mondo.
✨ Insieme, formano un duo vibrante e complementare, sempre alla ricerca di storie che sappiano dare emozioni.

Graziano Villa e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla – Timbavati National Park – Southafrica




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