Cantiere di Speranza

Testo e Foto di Francesca Fabbri Fellini

Non sempre siamo noi a scegliere il momento di un pellegrinaggio.

A volte è il pellegrinaggio che sceglie noi. Così, dopo anni in cui Lourdes sembrava chiamarmi senza riuscire mai a incrociare il mio passo, quest’anno — a pochi giorni dai miei 61 anni — sono finalmente partita con Ariminum Viaggi, insieme a cento pellegrini. Alcuni mi hanno confidato che tornavano per la ventesima volta: venivano a ringraziare.

Io, invece, venivo a capire.

Solo dopo l’arrivo ho realizzato la coincidenza: eravamo a Lourdes il 16 aprile, il giorno in cui Bernadette morì a Nevers nel 1879, a soli 35 anni, consumata da asma, tubercolosi e un tumore osseo al ginocchio. Morì il mercoledì di Pasqua, e la Chiesa la proclamò Santa nel 1933 non per aver visto 18 volte la Madonna, ma per come aveva risposto a quella chiamata: con umiltà, obbedienza, verità.
Il suo corpo, ancora oggi, dopo 147 anni, è intatto !

Lourdes-Bernadette

Il tema pastorale dell’anno — “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te” — mi ha accompagnata fin dal primo passo. Prima di partire avevo scritto a un collega giornalista che a Lourdes è stato più di trenta volte, fin da bambino. Mi ha risposto soltanto: “Francesca devi essere te stessa.”
Aveva ragione. Pellegrinare è sempre un viaggio verso Dio, ma anche verso la parte più vera di noi.

Lourdes-©FrancescaF.Fellini

La sorpresa dei giovani

Nei miei stessi giorni erano presenti tremila giovani. Li vedevo cantare, danzare, pregare sulla spianata: una gioia contagiosa, limpida. L’immagine che più mi ha colpita è stata quella dei ragazzi che spingono le carrozzine di anziani e malati. Non c’era pietismo, non c’era eroismo. C’era un’intimità fatta di mani che si sfiorano, di sorrisi che si accendono, di parole sussurrate mentre la processione Aux Flambeaux illuminava la notte.

Uno di quei giovani mi ha detto: “Io qui ho capito che la sofferenza non è il contrario della gioia.”
E in quel momento ho sentito che qualcosa dentro di me si scioglieva.

Lourdes-©FrancescaF.Fellini

La Messa che sembrava un mondo

La Santa Messa Internazionale nella Basilica sotterranea di San Pio X fu come entrare nel ventre della terra. Venticinquemila persone, duecento sacerdoti, lingue diverse che si intrecciavano come fili di un unico tessuto. La struttura moderna, immensa, è un’arca rovesciata: un luogo dove il mondo intero poteva trovare riparo.

Lourdes-©FrancescaF.Fellini-Basilica sotterranea di San Pio X

Il confessionale e l’uomo che ascolta

Il giorno della mia confessione ho incontrato Padre Giuseppe Serighelli, passionista, da quattordici anni cappellano a Lourdes. Il suo è un ministero silenzioso, “da back office”: ascoltare, accogliere, sostenere.
Ogni persona che entra nel suo confessionale porta con sé un dramma, una ferita, una domanda.
A Lourdes, dice, si vede anche la superstizione, ma il suo compito è educare alla fede, riportare tutto all’essenziale.

Il giorno di Bernadette

Il 16 aprile, mentre camminavo nel Santuario, non riuscivo a togliermi dalla mente la ragazza che aveva visto la Madonna. Avevo visitato la sua povera casa natale: una stanza nuda, essenziale, dove la miseria non aveva cancellato la dignità. E ripensavo alle parole che la Madonna le disse durante la terza apparizione, il 18 febbraio 1858:

Lourdes-Statua-di-Bernadette-©FrancescaF.Fellini

Non vi prometto di rendervi felice in questo mondo, ma nell’altro.”

A Lourdes questa frase non è teoria: è carne. È la chiave per comprendere la vita di Bernadette, la sua sofferenza, la sua forza, la sua pace. E forse anche la nostra.

L’acqua di Lourdes

C’è un luogo, a Lourdes, dove la fede si fa gesto quotidiano: la fila silenziosa davanti ai rubinetti della Grotta. Una scena che si ripete da più di centosessant’anni. C’è chi arriva con una bottiglietta, chi con una tanica per tutta la parrocchia, chi semplicemente appoggia la mano sotto il getto come si farebbe con una sorgente di montagna. La roccia è scura, umida, consumata da milioni di dita che hanno cercato conforto, gratitudine, risposta.

Lourdes-Grotta-Massabielle-©FrancescaFellini

L’acqua di Lourdes non è acqua benedetta, non è un amuleto, non è un prodotto: sgorga libera da diciotto rubinetti, mentre nei negozi si vendono solo i contenitori. Né il santuario né la Chiesa parlano di poteri magici. Eppure, dal 1858, sono stati documentati più di settemila casi di guarigione; solo settantadue, dopo un esame medico e teologico tra i più rigorosi al mondo, sono stati riconosciuti come miracoli.
Ma chi arriva qui non cerca un certificato: cerca un varco. Una tregua. Una luce.

Lourdes-rubinetti acqua

Accanto ai rubinetti ci sono le piscine, diciassette in tutto, separate per uomini e donne. Ogni anno più di trecentomila persone vi entrano per pochi istanti. L’acqua è fredda, il silenzio è assoluto, e spesso chi esce non sa spiegare cosa sia accaduto.

Non è la temperatura a cambiare, ma il cuore.
A Lourdes l’acqua non è un oggetto: è un passaggio. Un attraversamento. Un modo per dire, senza parole, che la speranza può ancora scorrere.

L’acqua che asciuga

Il bagno nelle piscine fu un momento che non avrei saputo raccontare. Entrai tremando, cominciai a piangere, uscii asciutta. Non era un prodigio fisico: era un segno. Era come se l’acqua avesse lavato via una parte di me che non mi serviva più.

La Grotta e la Madre

Davanti alla Grotta rimasi a lungo in silenzio. La roccia era liscia, consumata da milioni di mani. Se avesse potuto parlare, avrebbe raccontato lacrime, promesse, conversioni, vocazioni nate come fiori nel buio.

E lì, in quel punto preciso, capii perché Maria aveva scelto Bernadette: una ragazzina analfabeta, povera, invisibile. Perché Dio non cerca i perfetti. Cerca i veri.

Lourdes-la Grotta di Massabielle-©FrancescaF.Fellini

La concretezza della vita

Dentro il Santuario ho visto un’organizzazione immensa: messe, processioni, rosari, traduzioni, volontari, hospitalier. Una macchina perfetta al servizio della fragilità umana.

E Lourdes è proprio questo: la concretezza della vita. Niente lustrini, niente maschere, niente red carpet. Arrivano persone con gioie e dolori, solitudini, malattie, fratture familiari. Eppure qui tutto diventa sopportabile, perché tutto viene accolto.

Lourdes-Vergine-Incoronata-©FrancescaF.Fellini

Lourdes è un cantiere di speranza.
Non una statua, ma una Madre che aspetta
.

Vorrei chiudere con un rovesciamento dantesco.

Sulla porta dell’Inferno c’è scritto: “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.”
A chi varca i cancelli di Lourdes vorrei dire:

Lourdes-Mosaico-Immacolata-Concezione-©FrancescaF.Fellini

“Ritrovate ogni speranza, voi che entrate.”

Perché la nostra vita non è governata dal caso, ma dalla grazia.
Perché siamo creati per la comunione con Dio.
Perché il futuro, per un cristiano, non è una minaccia: è una promessa.

E mentre lasciavo Lourdes, nel giorno della morte di Bernadette — che mi piace pensare come il suo compleanno nella vita eterna — ho sentito che lei, la piccola, la fragile, la vera, camminava accanto a me.

Arrivederci Lourdes. A presto

Francesca Fabbri Fellini & Graziano Villa – BIO

Francesca e Graziano: due “Life Travellers”, due esploratori instancabili in viaggio continuo alla ricerca della Bellezza e della Bontà nel mondo. Raccontano ciò che incontrano — persone, luoghi, natura — con uno sguardo curioso e incantato, guidati dalla meraviglia e da quella parte infantile che custodiscono gelosamente dentro di sé.

🎤 Francesca mette a frutto la sua lunga esperienza da giornalista nei principali network radio-televisivi, trasformandola in una sorta di “bastone da rabdomante” capace di intercettare con sensibilità storie, volti e tematiche che meritano di essere raccontati. Le sue interviste si concretizzano in testi e video straordinari — così dicono di lei — capaci di emozionare e far riflettere.

📸 Graziano, con decenni di esperienza nella fotografia professionale — ritratto, reportage, still life, moda — cattura l’anima dei personaggi e dei contesti con immagini evocative, poetiche e potenti. Ogni scatto è il riflesso della passione con cui interpreta il mondo.

Insieme, formano un duo vibrante e complementare, sempre alla ricerca di storie che sappiano dare emozioni.

Graziano Villa e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla – Timbavati National Park – Southafrica