Il Fotografo = Viaggiatore del Mondo

La mia macchina fotografica è il mio passepartout per il Mondo

Forse sarà la mia origine ligure, precisamente genovese, che mi spinge a vedere la mia professione come un viaggio, inteso come ricerca. Una continua ricerca. Ricerca come conoscenza !

Come Colombo, si fa per dire, ho “navigato“ attraverso diversi settori della mia attività professionale, circumnavigando in lungo e in largo, utilizzando la mia macchina fotografica come uno strumento, come una nave, per “approdare “ in diversi “ lidi “ di questo nostro Mondo per conoscerlo meglio.

Continuando a parafrasare il gergo marinaresco posso dire di aver cominciato la mia professione navigando nel “ burrascoso “ mare del reportage; per poi attraversare quello “ turbolento “ e snob della moda; dopodiché ho trovato ristoro e riposo nelle “ calme acque “ dello still-life, per approvare infine a quello “ riflessivo “ del Ritratto.

La mia formula esistenziale è un giusto miscuglio di tutto questo, e quindi un ‘ esperienza di vita meravigliosa ! Volete degli esempi ?

Bene, con il reportage ho viaggiato in lungo e in largo sulle jeep o sugli aerei da turismo la savana africana, la giungla sudamericana e gli immensi spazi del nord america; nella moda ho conosciuto delle donne stupende; nello still-life ho scoperto oggetti meravigliosi, antichità preziose, arredi incredibili e persone di particolare levatura culturale che lavorano in questo ambiente.

E adesso che realizzo ritratti di personaggi importanti nell ‘ ambito economico, politico e culturale, o di semplici artigiani, sono particolarmente entusiasta.

Ma al di là del risultato professionale, che è comunque importante, un altro aspetto gratificante è il diretto contatto con questi personaggi : il rapporto umano.

Per decenni ho ritratto personaggi di ogni genere, di ogni strato sociale e culturale, di ogni Paese del mondo. L’ho fatto  per riviste  importanti come “AD-Architectural Digest”, “CAPITAL”, “AMICA”, “CLASS”, “TRAVELLER”, “FORTUNE”, “VANITY”, ecc.

In questo mio peregrinare in ogni angolo del pianeta sono sempre stato affascinato dalle grandi architetture che l’Uomo ha costruito per lasciare nel Tempo traccia del proprio passaggio e della propria esistenza. I nomi di tali icone sono scolpiti nella memoria collettiva e  continuano a testimoniare l’audacia dell’ingegno umano: la Torre Eiffel, la Muraglia Cinese, le Piramidi di Giza, le Torri Gemelle del WTC, tragicamente famose, quelle di Kuala Lumpur, il Big Ben di Londra, il “Big Boy”, appena fuori dall’aeroporto di Oslo, il Castello Sforzesco di Milano, i Fiori di Metallo della Défense a Parigi, e così via.

Anche a queste strutture ho dedicato una serie di “Ritratti”. E parlo di ritratti a ragion veduta perché, come nel ritrarre le persone, ho tentato di personalizzare questi Giganti, di sceverare e descrivere, amplificandola, la loro struttura grafica, ovvero  la loro “anima”. Ho insomma cercato di restituire visivamente  l’impatto emozionale che queste meravigliose architetture hanno suscitato su di me: un impatto altamente soggettivo e dunque non comune perché, alla fine, lo sguardo di ciascuno è comunque, sempre e assolutamente unico e inimitabile. Credo, spero di esserci riuscito.

Graziano Villa