di Francesca Fabbri Fellini e foto di Graziano Villa
Teatro Angelo Mariani – Sant’Agata Feltria, sabato 26 settembre 2026
Le Favole a Teatro di Antonio Saliola

L’Amico Antonio Saliola – ©️GrazianoVilla
Il Teatro Angelo Mariani, entrato a giugno del 2026 nel Patrimonio UNESCO, mi è apparso subito come una creatura viva. Le sue tavole antiche, il velluto che custodisce le voci, la luce che scivola dalle balconate: tutto sembrava preparato per accogliere una favola.

Sant’Agata Feltria – Teatro Angelo Mariani – ©GrazianoVilla
Questo evento è nato da un’idea del Prof. Luca Cesari, che ha voluto regalare ad Antonio Saliola un compleanno diverso: un compleanno fatto di parole, immagini, ricordi, amicizia. Un compleanno che non celebra l’assenza, ma la presenza luminosa di un artista che continua a parlare attraverso i suoi giardini e le sue lune.

Prof. Luca Cesari – ©GrazianoVilla
Il pomeriggio si è aperto con il saluto del vicesindaco Francesco Bagnoli, seguito dalla voce intensa della vedova, Cristina Saliola, che ha riportato tutti alla dimensione più intima dell’artista. Poi il ricordo affettuoso dell’amico Alfredo Aureli, breve e prezioso come un fermaglio di memoria.
Il mio compito, è stato quello di fare da direttrice d’orchestra: tenere insieme le voci, i tempi, le immagini, le emozioni. Il teatro era già pronto, e io ho semplicemente dato il primo gesto, come si fa con un ensemble che conosce già la musica.

Petrella Guidi – Il Borgo del Sole e della Luna_©️GrazianoVilla
Ho parlato del giorno in cui incontrai Antonio, molti anni fa, entrando nel suo giardino di Petrella Guidi: un luogo che non è un luogo, ma un varco. Una soglia verso un mondo parallelo, visibile solo a chi possiede lo sguardo segreto di chi sa oltrepassare la realtà.

Francesca Fabbri Fellini – Antonio Saliola – Graziano Villa – ©️GrazianoVilla
Ho ricordato il nostro “club della non appartenenza”, quella libertà senza cornici che accomunava me, Antonio e Graziano Villa. Ho evocato le sue lune, le sue fatine, i suoi bambini sospesi, le sue biblioteche misteriose. E ho citato la poetessa bambina Hilda Conkling, che sembra aver scritto per lui: “Fairies live in the hollows of flowers” – “le fate vivono nelle corolle dei fiori”.
Quei piccoli luoghi segreti sono quelli dove Antonio ha sempre nascosto la meraviglia.
La mia Compagnia dell’Incanto
Sul palco, una dopo l’altra, si sono alternate le voci che hanno accompagnato Antonio nella vita e nell’immaginario. La mia Compagnia dell’Incanto era composta da:
- Prof. Luca Cesari — amico fraterno di Antonio, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Urbino. Con lui siamo entrati nel cuore dell’uomo e dell’artista: la formazione, la visione, l’infanzia dipinta.
- Graziano Villa — fotografo internazionale, mio fedele compagno di viaggio e di visione. È lui che ha fissato per sempre il volto del “Comandante”, e i suoi ritratti scorrevano sullo schermo come apparizioni. Ma il momento più intenso è stato quando, con la voce emozionata, ha evocato Antonio leggendo il testo, una “cartolina”, che proprio Antonio gli aveva dedicato: un dono segreto, un frammento di amicizia che ha attraversato il teatro come una carezza.
- Prof. Raffaele Milani — filosofo e professore di Estetica a Bologna, che ha raccontato il paesaggio interiore di Saliola: il sogno, la sospensione, la magia dei suoi giardini e dell’incanto.
- Laura Falqui — storica dell’arte, nel suo intervento ha citato L’età d’oro di Kenneth Grahame, il romanzo-memoria che Saliola amava: un libro sospeso tra infanzia e età adulta, nato in quella stagione vittoriana ed edoardiana che ha generato capolavori ambigui come Alice e Peter Pan. Da quel riferimento è partita per raccontare la pittura fairy di Saliola, che vive proprio in quella soglia incantata dove il ricordo e il sogno si incontrano.
- Alessandro Allemandi — editore storico di Saliola, custode della sua opera. Con lui abbiamo attraversato le metamorfosi, le stagioni, le lune di Antonio.

Le Favole di Antonio-Saliola – Teatro-Mariani – ©️SimoneFelici
E proprio al termine degli interventi, mentre le voci si posavano come piume sul teatro, abbiamo capito una cosa: Antonio Saliola è l’ultimo pittore contemporaneo fairy. L’ultimo custode della meraviglia, l’ultimo a dipingere le fate nei piccoli luoghi dei fiori, l’ultimo a trasformare il sogno in una geografia possibile.
L’amico Francesco Vignali — attore generoso, è stato il cantore segreto del pomeriggio. Tra un intervento e l’altro, la sua voce ha attraversato il teatro come un filo di luce, dando vita alle Visite impossibili di Antonio Saliola. Le sue quattro letture — I Duellanti, Un marziano nel quasi orto, Un inquilino bizzarro, Lo zio Walt — sono state come porte socchiuse: ogni volta che le apriva, un frammento del mondo di Antonio tornava a respirare.
Ognuno ha portato un frammento, un colore, una voce. Insieme abbiamo ricomposto il mosaico di un artista che non ha mai smesso di credere nella meraviglia.
La fata in tasca
Nella mia chiusura ho pensato ancora a Hilda Conkling:
“I will keep a fairy in my pocket.” – “Terrò una fatina in tasca.”
Antonio avrebbe sorriso: le sue fate non vivevano solo nei fiori, ma nei colori che non sappiamo nominare.
Ho invitato il pubblico a mettere un quadro di Saliola nella propria camera da letto: perché la meraviglia è una forma di resistenza, e i suoi dipinti aiutano a ricordare che il sogno è una geografia reale.
La Luna del Raccolto: il sipario celeste
Proprio mentre lasciavo il Teatro Mariani dopo la nostra tavola rotonda, il cielo ha deciso di regalarci il suo ultimo applauso: la Luna del Raccolto, la Superluna di settembre, è salita sopra Sant’Agata Feltria come una regina antica.
Alle 18.49 era piena sopra l’Italia, enorme, vicina, quasi palpabile. La sua luce non illuminava: accarezzava.

E mentre guidavo, ho pensato ad Antonio: a quante lune ha dipinto, a quante lune ha fatto parlare nei suoi quadri, a quante lune ha trasformato in personaggi silenziosi delle sue favole.
Quella di sabato sera era la sua. Era magica. Era un segno. Era un sipario celeste che si chiudeva proprio mentre noi chiudevamo il nostro.

Antonio Saliola – Quando la Luna e il Giardino ti invitano a cena_©️AntonioSaliola_
Quel pomeriggio, il Teatro Mariani ha accolto una favola.
E Antonio non è scomparso: è semplicemente tornato nel suo giardino.
Da lì continuerà a parlarci.
Francesca Fabbri Fellini & Graziano Villa – BIO
Francesca e Graziano: due “Life Travellers”, due esploratori instancabili in viaggio continuo alla ricerca della Bellezza e della Bontà nel mondo. Raccontano ciò che incontrano — persone, luoghi, natura — con uno sguardo curioso e incantato, guidati dalla meraviglia e da quella parte infantile che custodiscono gelosamente dentro di sé.
🎤 Francesca mette a frutto la sua lunga esperienza da giornalista nei principali network radio-televisivi, trasformandola in una sorta di “bastone da rabdomante” capace di intercettare con sensibilità storie, volti e tematiche che meritano di essere raccontati. Le sue interviste si concretizzano in testi e video straordinari — così dicono di lei — capaci di emozionare e far riflettere.
📸 Graziano, con decenni di esperienza nella fotografia professionale — ritratto, reportage, still life, moda — cattura l’anima dei personaggi e dei contesti con immagini evocative, poetiche e potenti. Ogni scatto è il riflesso della passione con cui interpreta il mondo.
✨ Insieme, formano un duo vibrante e complementare, sempre alla ricerca di storie che sappiano dare emozioni.

Graziano Villa e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla – Timbavati National Park – Southafrica


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