Testo e Foto di Graziano Villa

Cronache da un’arena che non dovrebbe esistere

Il motto del mio studio è «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi». Non è un vezzo, non è Blade Runner appeso al muro: è la mia autobiografia compressa in una frase. Cinquant’anni di strade, aeroporti, deserti, città che ti mordono e altre che ti salvano. E ogni tanto, in mezzo al caos, arriva un momento che ti rimette a fuoco la retina.

Giovedì scorso, all’ExpoAid, è successo di nuovo. Un’arena qualunque, luci da fiera, il brusio di chi non sa ancora cosa sta per vedere. Poi entrano loro: quattro flying bikers capitanati da Vanni Oddera, e l’aria cambia densità. Non è spettacolo. Non è sport. È una sospensione. Una parentesi verticale.

ExpoAid – Rimini 2026 – I 4 Sky Angels – Vanni Oddera – Diego Manenti –  Jack Gandino – Francesco Buetto – ©GrazianoVilla

Vanni Oddera, l’uomo che ha deciso di volare invece di camminare

Vanni è uno stuntman di Freestyle Motocross, uno che ha passato più tempo sopra la gravità che sotto. Ma la parte interessante non è la traiettoria dei suoi salti: è la traiettoria della sua testa. Perché Vanni non si limita a fare acrobazie. Vanni le restituisce.

ExpoAid-Rimini-Vanni-Oddera-©GrazianoVilla

È lui l’inventore della Mototerapia, un’idea talmente semplice da sembrare folle: far salire in moto bambini, ragazzi e persone con disabilità, e regalare loro un frammento di libertà pura. Non adrenalina. Libertà. Le moto sono elettriche, silenziose, quasi timide. Sembrano dire: “Non vogliamo disturbare, vogliamo solo portarvi un po’ più in alto”.

ExpoAid – Rimini 2026 – Vanni-Oddera – MOTOTERAPIA – ©GrazianoVilla

Cronaca di un miracolo laico

Io e Francesca eravamo lì, a pochi metri. Abbiamo visto corpi fragili diventare leggeri come carta velina. Abbiamo visto occhi che avevano dimenticato il concetto stesso di sorriso riaccendersi come lampadine recuperate da un magazzino abbandonato. Abbiamo visto mani tremanti stringersi alla vita con una forza che non ti aspetti da chi la vita la deve rincorrere ogni giorno.

ExpoAid – Rimini 2026 – Jack Gandino – MOTOTERAPIA – ©GrazianoVilla

E tutto questo succedeva perché un motociclista, uno che di solito vola sopra le teste del pubblico, decide di scendere. Di diventare accessibile. Di diventare umano. Di diventare — sì, lo dico — angelo.

Perché “Sky Angels”

Li ho chiamati così perché prima sfidano l’aria, disegnano parabole che sembrano scritte da un bambino con un pennarello troppo grande. Poi atterrano, si avvicinano, abbracciano, sollevano, ascoltano. E in quel momento la moto non è più una macchina: è un’ala. Un’estensione del corpo. Un ponte tra chi vola e chi non può.

Grazie Vanni Oddera. Grazie Francesco Buetto, Diego Manenti, Jack Gandino.

Quello che fate non è show business. È umanità in movimento.

È la prova che a volte, per cambiare una vita, basta un motore silenzioso e qualcuno disposto a usarlo per gli altri.

Siete davvero Angeli del Cielo.

Prossimo evento di Vanni Oddera e il libro con la sua storia :

ExpoAid – Rimini 2026 – I 4 Sky Angels – Diego Manenti – Vanni Oddera – Francesco Buetto – Jack Gandino – ©GrazianoVilla

Vanni Oddera – La mia storia 

Ciao a tutti, mi chiamo Vanni Oddera e sono qui per raccontarvi un po’ della mia storia.
Sono nato e cresciuto in un paesino arroccato sull’appennino ligure tra Genova e Savona, vicino a tutto ed allo stesso tempo lontano da qualunque cosa. Qui inverni da Grande Nord si alternano a primavere da sogno, ed estati afose  ad autunni da New England.
I boschi che ci circondano sono immensi e maestosi, vallate di prati si alternano a foreste di pini, larici, castagni e mille altre specie di piante ed animali.
Sin da piccolissimo ho adorato sparire nei boschi per intere giornate, tanto che una volta, quando avevo otto anni , mi hanno ritrovato i carabinieri alle nove di sera che scorrazzavo per monti e per valli. Ovviamente la mia famiglia era spaventatissima, ma tutto è finito bene.
Il mio primo salto mortale l’ho fatto con la canna da pesca in mano.
Avevo nove anni e stavo andando a pescare con la canna da pesca di frassino che mi ero costruito da solo. Attraverso un bosco, un prato, un altro bosco e salto in mezzo ad una strada secondaria per attraversarla quando sento un urto tremendo sul mio fianco, volo in aria, passo sopra al tetto di una macchina e piombo sull’asfalto con un tonfo sordo.
Mi avevano investito.
Nessuna rottura, solo escoriazioni tagli ed un trauma cranico. Mi son fatto portare in ospedale con canna e cestello perchè non volevo abbandonarli.
Durante queste scorrerie nei torrenti e per i boschi mi sono fatto il mio primo amico.
Scheggia era un cinghiale di grosse dimensioni, sui cento chili; al nostro primo incontro in un canalone boscoso mi sono un po’ spaventato, ma quando mi sono accorto che anche lui aveva paura di me ho capito che nulla ci distingue dagli animali se non la nostra capacità di essere più consapevoli.
Nel giro di un mese, in cui tutti i giorni tornavo a dargli da mangiare, siamo diventati amici.
Alla fine mi bastava uscire di casa, chiamarlo ad alta voce e lui arrivava nel cortile, correndo attraverso il bosco come una locomotiva.
Scendevo dal mio letto di castagno che mi ero costruito a mò di palafitta, mi lavavo, uscivo e lì c’era già mia madre con la colazione pronta, per lei, per me e per Scheggia.
A ripensarci era una situazione piuttosto surreale, io e mia madre sulle scale fuori casa a sorseggiare caffè latte e Scheggia lì accanto a divorare pane e granturco.
I due cani, guardavano contrariati e stupiti quella scena ogni mattina come fosse la prima.

continua…

Francesca Fabbri Fellini & Graziano Villa – BIO

Francesca e Graziano: due “Life Travellers”, due esploratori instancabili in viaggio continuo alla ricerca della Bellezza e della Bontà nel mondo. Raccontano ciò che incontrano — persone, luoghi, natura — con uno sguardo curioso e incantato, guidati dalla meraviglia e da quella parte infantile che custodiscono gelosamente dentro di sé.

🎤 Francesca mette a frutto la sua lunga esperienza da giornalista nei principali network radio-televisivi, trasformandola in una sorta di “bastone da rabdomante” capace di intercettare con sensibilità storie, volti e tematiche che meritano di essere raccontati. Le sue interviste si concretizzano in testi e video straordinari — così dicono di lei — capaci di emozionare e far riflettere.

📸 Graziano, con decenni di esperienza nella fotografia professionale — ritratto, reportage, still life, moda — cattura l’anima dei personaggi e dei contesti con immagini evocative, poetiche e potenti. Ogni scatto è il riflesso della passione con cui interpreta il mondo.

Insieme, formano un duo vibrante e complementare, sempre alla ricerca di storie che sappiano dare emozioni.

Graziano Villa e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla – Timbavati National Park – Southafrica