Mio caro Zio Chicco : Buon Compleanno !

Francesca Fabbri Fellini e Zio Chicco – © Archivio Famiglia Fellini

Ancora non riesco a credere che la persona che ammiro di più non sia viva.

Per me, tu eri come un secondo padre.

Dal nostro primo incontro a Bologna il giorno del mio battesimo, tu e Zia Giulietta miei padrini, avete cominciato a infondermi polvere di stelle.

Nel cielo pieno di stelle tu sei la mia Sirio.

Spero che il cielo ti tratti bene.

Il tuo compleanno è stato sempre speciale per me, perché ricordo ancora la nostra passeggiata sulla spiaggia di Rimini nel 1971.

Ricordo come l’abbiamo festeggiato: con una bella cioccolata calda preparata dalla mamma e tu che disegni a pastelli la Fellinette sul mio quadernino.

Grazie alla tua geniale creatività e poesia, ho imparato a vedere e vivere la vita da visionaria.

Mi sono sempre lasciata trascinare dalla fantasia e dal sentimento in tutti i miei progetti dove porto avanti l’eredità culturale della nostra Famiglia.

L’hanno scorso ti ho dedicato la mia favola di cartone, ”La Fellinette”, quest’anno il virus ci ha cambiato la vita, stiamo toccando tutti con mano i danni di un lock down della cultura.

Sai zio Chicco, ho scoperto in questi mesi con i figli dei miei amici che i giovani sanno utilizzare i social e la rete in maniera consapevole, separandola dalla sfera ludica. Hanno dimostrato di saper accedere ad Internet usandone la parte buona.

I social media sono stati essenziali durante il lock down.

E allora ho pensato di creare un sito web che si chiama Fellini Magazine, che porta il tuo cognome, che è anche quello del nonno Urbano, dello zio Riccardo, di mia Mamma Maddalena e anche il mio, insomma un blog dedicato alla Famiglia Fellini, che parli di tutti noi grazie alla collaborazione con grandi nomi della cultura italiana e non solo.

Non solo Fellini mi viene da dire….perché amici scrittori, giornalisti, psicanalisti, poeti, scultori, registi, fotografi, in un racconto a più voci salteranno da un ramo all’altro delle discipline artistiche per trasmettere Cultura. Come diceva Aristotele : La cultura è un ornamento nella buona sorte ma un rifugio nell’avversa.’

La Cultura zio Chicco ci salverà.

Ai giovani dedicheremo la Young Image Gallery, uno spazio virtuale dove potranno esporre i loro progetti: sceneggiature, poesie, fotografie, sogni….

Ci sarà l’Angolo dei Visionari, dove tornerò a fare le interviste.

I miei faccia a faccia che sono la cosa che so fare meglio.

In questo primo numero ho incontrato un astronauta, uno dei fondatori di una radio che si chiama Radio Immaginaria, la radio degli adolescenti.

Ma una grande lezione arriverà ai giovani da un critico d’arte, il prof. Gillo Dorfles, scomparso nel 2018 all’età di 107 anni. Ho ritrovato una bellissima intervista che gli feci nel 2011. Sprizza energia da ogni battuta della nostra chiaccherata. E poi un ingegnere visionario, di 70 anni che crea le sue opere con l’intelligenza artificiale, che ti ha dedicato un omaggio.

E questo è solo l’inizio….il viaggio comincia….

Stay Tuned !…..

La Tua Franceschina

P.s……dimenticavo salutami i tuoi che sono anche i Miei…..

Federico Fellini è nato a Rimini il 20 gennaio 1920, figlio di Ida Barbiani, romana, e di Urbano, rappresentante di commercio originario di Gambettola (FC).
Mentre ancora frequenta il liceo, il futuro regista comincia a farsi un nome come caricaturista: per promuovere i film, il gestore del cinema Fulgor gli commissiona i ritratti dei divi.
Fin dai primi mesi del ’38 avvia una collaborazione con la “Domenica del Corriere”, che ospita varie sue vignette, e con il settimanale umoristico fiorentino “420”.

Trasferitosi a Roma nel gennaio ’39 con il pretesto di iscriversi a giurisprudenza, entra nella redazione del “Marc’Aurelio”, un diffuso periodico satirico, diventando popolare attraverso centinaia di interventi a firma Federico.
Frequenta gli ambienti dell’avanspettacolo, scrivendo monologhi per il comico Aldo Fabrizi, e collabora alle trasmissioni di varietà della radio dove incontra la giovane attrice Giulietta Masina (1921-1994), che sposerà il 30 ottobre ’43. Avranno soltanto un figlio, morto a un mese dalla nascita.

Partecipando ai copioni dei film di Fabrizi e di altri il riminese si impone presto come sceneggiatore. Lavora a Roma città aperta e subito dopo a “Paisà” stringendo una feconda amicizia con Roberto Rossellini.
Sceglie di associarsi con il commediografo Tullio Pinelli, al quale resterà per sempre legato. In coppia diventano fra gli sceneggiatori più richiesti, al servizio di vari registi tra i quali Pietro Germi e Alberto Lattuada. Quest’ultimo lo vuole accanto nella regìa di “Luci del varietà” (1950), che si autoproducono uscendo dall’impresa pieni di debiti.

Va male anche il primo film che Fellini dirige da solo, Lo sceicco bianco (1952), ma il successo arriva con I vitelloni (1953), Leone d’argento a Venezia e lancio definitivo di Alberto Sordi. Segue La strada (1954), interpretato da Giulietta e premiato con l’Oscar, soltanto la prima di una serie di pellicole che collocheranno Fellini fra i grandi del cinema.
Tra i titoli più noti si ricordano Le notti di Cabiria (’57, altro Oscar), La dolce vita (’60, Palma d’oro a Cannes), (’63, Oscar) Fellini Satyricon (’69), Roma (’72), Amarcord (’73, Oscar), Il Casanova (’76), Prova d’orchestra (’79), Ginger e Fred (’85), Intervista (’87, premio del Quarantennale a Cannes, Gran premio a Mosca), La voce della luna (’90).
L’iter felliniano è costellato di omaggi e riconoscimenti, inclusi la Legion d’onore (’84) e il Praemium dell’Imperatore del Giappone (’90).

Fellini è uno dei registi che ha vinto più Oscar, cinque, di cui l’ultimo, alla carriera, nel ’93 pochi mesi prima della morte che avviene a Roma il 31 ottobre provocando un immenso cordoglio in tutto il mondo.