Testo di Francesca Fabbri Fellini
C’è una Romagna che non si limita a vivere: danza. Una Romagna che respira in tre quarti, che si muove come una balera cosmica, dove il mare di Gatteo sembra un vecchio grammofono che gira lento, fedele, eterno. È la Romagna del Liscio, quella che non appartiene solo alla musica ma alla memoria collettiva, al corpo, al cuore.

Moreno “Il Biondo” e la sua orchestra sul palcoscenico
Nel 2023 questa musica ha compiuto un passo decisivo: il Liscio si è ufficialmente candidato a diventare Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, sostenuto con forza dalla Regione Emilia-Romagna. Una candidatura che non tutela solo un genere musicale, ma un’intera tradizione coreutica — mazurca, valzer, polka — un patrimonio vivo che si tramanda ballando.
In questo universo di note che profumano di piadina e di vento salmastro, c’è un uomo che da più di cinquant’anni porta avanti una missione: far ballare il mondo.

Il pubblico appassionato di “LISCIO”
Moreno Conficconi, in arte “Il Biondo”, è nato a Meldola il 29 luglio 1958.
Viene dalla collina, da un mondo più lento, più raccolto, e da quella collina è sceso al mare grazie a Raoul Casadei, che lo ha voluto accanto a sé e lo ha introdotto nel cuore luminoso della Riviera. È lì che il ragazzo di Meldola si è trasformato nel “Il Biondo”,: clarinetto che ride, sax che racconta, voce che accarezza. Un artista che ha attraversato mezzo secolo di musica romagnola come un funambolo tra tradizione e rivoluzione, tra balera e sinfonica, tra Raoul Casadei e gli Extraliscio, tra la Riviera e i palchi internazionali.

Moreno Conficconi detto “Il Biondo” – ©ElisaMagnoni
Lo incontro — o forse lo sogno — alla vigilia della “IV Edizione del Festival di Sanliscio”, il Festival che l’1 e 2 luglio 2026 trasformerà Gatteo Mare, patria di Romagna Mia, nella capitale assoluta del ballo, della sfida musicale, delle grandi voci e dei solisti che custodiscono il cuore di questa terra.

Festival di SanLiscio – home page del sito web : https://www.festivaldisanliscio.it/
Il “Festival di Sanliscio” è il primo e unico festival interamente dedicato al Liscio, ai suoi artisti e alle sue orchestre da ballo. Una kermesse ideata e diretta artisticamente da Moreno “Il Biondo”, su concept di Claudio Cecchetto, che per l’edizione 2026 porta in scena sette canzoni e sette brani strumentali inediti, eseguiti con l’accompagnamento dell’Orchestra del “Festival di Sanliscio”. Un laboratorio creativo che custodisce la tradizione e allo stesso tempo la rinnova, proprio mentre il Liscio prosegue il suo percorso verso il riconoscimento UNESCO.
E allora comincia così, come in un film di Fellini: un palco che sembra una nave, un’orchestra che sembra una famiglia, e Moreno che arriva con il suo sorriso da ragazzo eterno.
Due chiacchiere con MORENO “IL BIONDO”
Francesca: Moreno, se chiudo gli occhi e penso al Liscio, vedo una pista che gira come un pianeta. Tu che lo vivi da più di cinquant’anni, che cos’è davvero il Liscio?
Moreno: Il Liscio è un respiro. È la Romagna che si muove. È la mano che cerca un’altra mano. È una musica che non ti chiede chi sei, ma come vuoi sentirti. È un rito collettivo, un abbraccio che non finisce. E ora che è candidato all’UNESCO, è come se il mondo intero avesse capito che questa musica non è folklore: è identità.
Francesca: La tua storia è un romanzo musicale: dagli Salsubium all’Orchestra Casadei, dagli Extraliscio ai palchi internazionali. Se dovessi scegliere un’immagine che racconta il tuo viaggio?
Moreno: Un clarinetto che galleggia sul mare all’alba. Io sono nato vicino all’acqua, e la musica per me è sempre stata una barca. A volte una zattera, a volte un transatlantico. Ma sempre in movimento. E poi c’è la gente: 8.000 concerti sono 8.000 storie, 8.000 piste, 8.000 sorrisi. È questo che mi tiene vivo.

Morano Il Biondo – ©ElisaMagnoni
Francesca: Quest’anno torna il “Festival di Sanliscio”, e Gatteo Mare diventa di nuovo la capitale del ballo. Che cosa rappresenta questo Festival?
Moreno: È la nostra Sanremo, ma con i piedi che si muovono. È un atto d’amore verso la tradizione e verso il futuro. Due serate in cui le grandi voci e i solisti del Liscio si sfidano non per vincere, ma per emozionare. E poi ci sono le 7 canzoni inedite, una più sorprendente dell’altra. È un Festival che non si guarda: si vive, si balla, si respira.
Francesca: Tu hai portato il Liscio ovunque: nelle balere, nei teatri, nei festival internazionali, persino nelle sinfoniche. C’è ancora qualcosa che sogni?
Moreno: Sogno che il Liscio diventi davvero Patrimonio dell’Umanità. Sogno una grande balera sul mare, una notte in cui tutti ballano senza sapere perché, ma sapendo che è giusto così. E sogno che i giovani lo prendano in mano come una torcia. Perché il Liscio non è vecchio: è eterno.

Moreno “Il Biondo” e la sua orchestra
Francesca: Se dovessi dire una sola frase per invitare il pubblico al “Festival di Sanliscio”?
Moreno: Venite a ballare il vostro destino. Il Liscio non vi chiede niente, ma vi restituisce tutto.
E così, mentre il sole tramonta su Gatteo Mare e il mare sembra accordarsi con l’orchestra, capisco che il Liscio non è un genere musicale: è un modo di stare al mondo. È un sogno collettivo che si rinnova ogni volta che una coppia entra in pista. È la Romagna che si racconta senza parlare.

Festival di SanLiscio
E allora sì: il 1 e 2 luglio 2026, SANLISCIO non sarà un Festival. Sarà un rito. Un abbraccio. Una festa dell’anima. E Moreno “Il Biondo”, come sempre, sarà lì a guidare la danza.
Francesca Fabbri Fellini & Graziano Villa – BIO
Francesca e Graziano: due “Life Travellers”, due esploratori instancabili in viaggio continuo alla ricerca della Bellezza e della Bontà nel mondo. Raccontano ciò che incontrano — persone, luoghi, natura — con uno sguardo curioso e incantato, guidati dalla meraviglia e da quella parte infantile che custodiscono gelosamente dentro di sé.
🎤 Francesca mette a frutto la sua lunga esperienza da giornalista nei principali network radio-televisivi, trasformandola in una sorta di “bastone da rabdomante” capace di intercettare con sensibilità storie, volti e tematiche che meritano di essere raccontati. Le sue interviste si concretizzano in testi e video straordinari — così dicono di lei — capaci di emozionare e far riflettere.
📸 Graziano, con decenni di esperienza nella fotografia professionale — ritratto, reportage, still life, moda — cattura l’anima dei personaggi e dei contesti con immagini evocative, poetiche e potenti. Ogni scatto è il riflesso della passione con cui interpreta il mondo.
✨ Insieme, formano un duo vibrante e complementare, sempre alla ricerca di storie che sappiano dare emozioni.

Graziano Villa e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla – Timbavati National Park – Southafrica



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