Il Manifesto di Renato Casaro

di Francesca Fabbri Fellini

Da sempre sono una collezionista di manifesti cinematografici, a partire da quelli dei film dello zio Federico.

Lui affermava che: I manifesti ti riportano a certi momenti della tua vita,impedendoti di perderli.Ti riportano cioè, non tanto e non soltanto ai film, quanto alle loro stagioni. Al clima e al sapore di quelle stagioni.”

Sono come le ‘Madeleine di Proust’.

https://www.casaro-renato-art.com/product/100-years-of-film-72-1st/

Nell’estate del 2020  ho contattato telefonicamente a Treviso, Renato Casaro, per complimentarmi per una sua illustrazione dal titolo ‘100 years of film ‘, che mi aveva fatto scoprire, l’amico Vittorio Storaro, rientrando dall’  America.

Pensate, nel 1994 il Maestro Casaro realizzò questo incredibile dipinto per celebrare il Centenario del cinema nel 1995, e anche i suoi preziosi ricordi di quei personaggi del cinema che avevano plasmato la sua vita. Questo dipinto unico cattura davvero l’essenza e la magia del cinema, passato e presente.

Geniale : lo zio Federico che dirige tutti i grandi protagonisti del cinema americano, in una rivisitazione dell’affresco di Raffaello, La scuola di Atene.

Io e il Maestro Casaro, abbiamo fatto una bella chiaccherata, nella quale lui mi ha confessato che aveva dipinto i manifesti per i più grandi registi del mondo, ma con lo zio Federico non aveva mai lavorato. Mi confidò che era un suo rimpianto, raccontandomi che c’era andato  molto vicino nel 1985, con l’affiche del film Ginger e Fred.

Casaro per me è sempre stato, l’artista che riusciva a mettere tutto un film nel manifesto, dote rara e preziosa per i produttori.

Gli ho raccontato del mio debutto alla regia con una favola sospesa tra sogno e realtà che partiva da un disegno dello zio Chicco.

disegno a pastelli a cera di Federico Fellini,1971, La Fellinette

Si è incuriosito al mio racconto, così ho pensato di fargli un regalo, mandandogli in visione via mail,una copia lavoro del mio cortometraggio, omaggio allo zio Federico  nel suo Centenario della nascita.

Gli ho chiesto come avrebbe immaginato la locandina….

Dopo una decina di giorni, di ritorno da un viaggio in Germania, accadde il miracolo…come nelle favole.

Renato mi chiama e mi dice che via Whatsapp mi sarebbe arrivata di lì a poco, una bozza di manifesto per il mio cortometraggio “La Fellinette”.

Mi disse che era il suo modo di rendere omaggio al Maestro Fellini, firmando il manifesto del film di sua nipote Francesca, l’ultima Fellini.

La-Fellinette_© ArtWork di Renato Casaro

Non potete immaginare la mia gioia mista ad una forte emozione. Per me è un grande onore avere la firma di questo illustratore sul manifesto del mio cortometraggio. Renato è riuscito a sintetizzare con i suoi colori e la sua arte, il cuore del film che è chiuso in una massima di Federico: ‘Nulla si sa, tutto s’immagina’.

Non finirò mai di ringraziare Renato per questo suo meraviglioso cadeau, pieno di polvere di stelle.


Ma adesso andiamo con ordine. Ho qualcosa di molto speciale da raccontarvi.

Il giorno del mio battesimo a Bologna, il 6 giugno del ‘65, mia mamma Maria Maddalena Fellini e il mio papà il dott. Giorgio Fabbri, avevano scelto come miei padrini, lo zio Federico Fellini e la zia Giulietta Masina. Così quel giorno, il Mago del Cinema, che aveva già vinto 3 premi Oscar insieme alla sua Fata, la zia Getta versarono in dono polvere di stelle sulla mia culla.

Mio zio Federico ha sempre amato i cartoni animati.

Una volta mi disse che gli sarebbe piaciuto firmarne uno.

Con il mio cortometraggio, intitolato ‘La Fellinette’, tributo per il suo Centenario della nascita, credo di aver completato l’ultimo tassello del puzzle, avendo nel mio sangue il suo DNA.

Ritengo magico questo mio debutto alla regia, grazie ad una storia che mi è arrivata in sogno la notte tra l’11 e il 12 maggio del 2019.
Chi è ‘La Fellinette’.
La Fellinette è un sogno di cartone, perché prende vita da un disegno dello zio Federico che mi ha fatto nella nostra casa di famiglia a Rimini, dopo una passeggiata sulla spiaggia.

Era il 20 gennaio, il suo compleanno, quando arrivò da Roma con un regalo per me: una mantellina di panno blu pavone e un paio di stivaletti rossi.

Il disegno, grazie agli animatori dello Studio Ibrido di Torino, ha cominciato a muoversi con un’animazione fluida e scivola su sfondi che lasciano trasparire la trama della carta su una spiaggia invernale di Rimini negli anni ‘70.

La Fellinette, la mia favola muta sospesa tra cielo e terra, è un piccolo film a tecnica mista, parte in animazione e parte in live action.

Dovete sapere che quando ero piccola, lo zio Federico mi ripeteva sempre: ‘Ricordati che esistono due vite : quella ad occhi aperti e quella ad occhi chiusi. L’immaginazione è la forma più alta di pensiero’.
Lo zio Federico pensava che tutti i bambini avessero un rapporto sfumato ed emozionale con la realtà; tutto è fantastico per il bambino, perché mai visto, mai sperimentato. Il mondo si presenta ai suoi occhi privo di intenzioni, di significati, vuoto di sintesi concettuali, di elaborazioni simboliche: è solo un gigantesco spettacolo gratuito e meraviglioso.

Il disegno che Federico fece dopo una passeggiata sulla spiaggia di Rimini, intitolandolo ‘La Fellinette’ è la cosa più preziosa che mi ha lasciato.
Durante le nostre passeggiate, mi descriveva il fascino del mare d’inverno: l’emozione di passeggiare tra lunghe distese di sabbia, spiagge semi deserte, onde che si infrangono all’orizzonte e un senso di profonda quiete dove solo il rumore delle onde riempie l’aria di tranquillità e culla dolcemente i pensieri.

Mi incoraggiava ad osservare, spiegandomi che disegnare gli aveva insegnato a guardare il mondo. Per disegnare qualcosa bisogna conoscerla molto bene.

Un giorno pronunciò un consiglio, che suonava come la sua filosofia di vita :’ Mia piccola Fellinette, buttati e non perdere mai la tua schiettezza, né l’entusiasmo giovanile nel lungo viaggio che si chiama vita, e le cose accadranno come desideri’.

Per me la fantasia è una realtà parallela e grazie a lui continuo a guardare il mondo con gli occhi dell’infanzia, da visionaria.

Con quegli occhi ho scritto e diretto ‘La Fellinette’: una giornata, un viaggio senza tempo, un sogno nel sogno, una festa di compleanno a sorpresa e nel finale un incontro sulla spiaggia inaspettato.
Per me ancora oggi, a 50 anni, da quelle passeggiate con lo zio Federico sulla spiaggia di Rimini, il fascino che ha il mare d’inverno non è semplice da descrivere: è malinconia e meraviglia, è l’infinito e il sublime.

Sono felice che per questo tributo sono riuscita a mettere insieme due straordinari cast fatti di grandi professionalità che coprono tutte le età, dal mio direttore della fotografia, il Maestro Blasco Giurato, ai miei protagonisti in carne ed ossa: Milena Vukotic, Ivano Marescotti, Sergio Bustric.

Alla musica della colonna sonora firmata da Andrea Guerra, ai giovani ma talentuosi animatori dello Studio Ibrido capeggiati da Linda Kelvink, alla magia delle ombre cinesi di Carlo Truzzi.

Un ringraziamento doveroso alla Meclimone Produzioni nelle persone di Davide Montecchi ed Elisa Giardini, con i quali è stato molto bello collaborare, con la speranza di ritrovarci insieme in futuro per nuove avventure.

Foto di backstage – © Graziano Villa

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