Testo di Francesca Fabbri Fellini – Foto di Graziano Villa

Il mio Rendez-vous con la Cucina Francese

Nel 2014 fui invitata a Lione da Stéphanie Plaza per una serata speciale, “Rendez-vous sur les sommets”, un evento enogastronomico itinerante che unisce Lione, il Beaujolais e l’Italia attraverso cene di gala a più mani firmate da chef di prestigio internazionale.

Insititut Paul-Bocuse -Lyon – Stéphanie Plaza e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla

L’altro giorno, curiosando nel suo archivio, Graziano ha ritrovato le fotografie del nostro viaggio a Lione del 2014. Quando nel 2020 è nato il Fellini Magazine, abbiamo capito che quelle immagini meritavano di tornare alla luce.

Un ricordo che oggi Graziano può raccontare con le sue fotografie, restituendo la magia di quei giorni in cui la gastronomia era un ponte tra culture, storie e visioni.

Lyon – Murales con Paul Bocuse_©GrazianoVilla

Arrivai in città con quella curiosità che solo i luoghi dove la cucina è cultura sanno accendere, e per qualche giorno mi immersi completamente nell’universo gastronomico francese, ospite di grandi chef che aprivano le loro cucine come fossero teatri.

In quelle ore luminose, prima della serata, Graziano ed io ci concedemmo anche un tour dei celebri murales di Lione, quei giganteschi trompe-l’œil che trasformano le facciate in racconti: la città che si arrampica sui muri, i personaggi che sembrano uscire dalle finestre, la storia che si fa pittura.

Lyon – Francesca Fabbri Fellini in un murales – ©GrazianoVilla

Camminavamo tra quelle opere come dentro un libro illustrato, e ogni angolo ci sorprendeva con un nuovo dettaglio, un volto, un colore, un gesto quotidiano fissato per sempre.

La mattina, prima della serata, visitammo la scuola che allora portava il nome del Maestro: l’Institut Paul Bocuse, un luogo che sembrava custodire la sua presenza in ogni gesto, in ogni profumo, in ogni brigata di giovani cuochi.

Institut Paul Bocuse – ora Institut Lyfe – Lyon – ©GrazianoVilla

Camminando tra le aule, i laboratori, i ristoranti didattici, percepivo chiaramente quanto la sua filosofia fosse ancora viva: la semplicità come forma di verità, il rispetto della materia prima, l’idea che la cucina non dovesse stupire con artifici ma emozionare con autenticità.

Insititut Paul Bocuse – salle a manger-Lyon_©GrazianoVilla

Bocuse era nato nel 1926 a Collonges-au-Mont-d’Or, poco distante da lì, in una famiglia di cuochi da generazioni; la cucina non era stata una scelta, ma un destino.

Paul Bocuse e Gerard Pelisson – Archivio Institut Paul Bocuse

L’Istituto Paul Bocuse fu fondato nel 1990 da Bocuse e da Gérard Pélisson, è stato un uomo d’affari francese, cofondatore del gruppo Accor e presidente dell’Istituto Paul-Bocuse.

Durante la guerra era stato arruolato e aveva portato per tutta la vita un tatuaggio con il gallo francese, simbolo di un orgoglio che non lo abbandonò mai.

Fernand Point – Maestro di Paul Bocuse

La sua formazione accanto a Fernand Point lo aveva segnato profondamente: “Non complicare ciò che è già buono”, gli aveva insegnato.

Da quella frase era nata una rivoluzione che negli anni ’60 e ’70 aveva cambiato la cucina francese, liberandola da pesantezze e rigidità.

Bocuse aveva creato piatti iconici come la Soupe aux truffes VGE, che gli valse la Legion d’Onore, e il suo ristorante aveva mantenuto Tre Stelle Michelin dal 1965 fino oltre la sua morte, avvenuta nel 2018, a 91 anni, nella stessa stanza in cui era nato.

Archivio – Insititut-Paul-Bocuse – Lion – Paul Bocuse e Gérard Pélisson

Ricordarlo mentre camminavo nella sua scuola era come percepire un’eredità che non apparteneva solo alla Francia, ma a chiunque creda che la cucina sia un atto d’amore verso la terra, il tempo e le persone.

Lo chef Davy Tissot vincitore del “Bocuse d’Or” insieme a Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla

L’istituto, co-fondato da Gérard Pélisson e Paul Bocuse nel 1990, oggi si chiama Institut Lyfe, ma conserva intatto lo spirito di eccellenza che Bocuse ha lasciato: un campus internazionale con studenti da tutto il mondo, ristoranti, hotel, laboratori, un luogo dove la tradizione incontra l’innovazione e dove il futuro dell’ospitalità viene costruito ogni giorno.

Quel viaggio a Lione rimane per me un ricordo luminoso: la città, gli chef, la serata, la scuola, e la sensazione di essere entrata, anche solo per un momento, nel cuore pulsante della grande cucina francese.

Istituto Paul Bocuse – Lyon – Stephanie Plaza – Enrico Croatti – Francesca Fabbri Fellini – Herve Fleury – ©GrazianoVilla

Multivisione dell’Insitut Paul Bocuse – ©GrazianoVilla

Francesca Fabbri Fellini & Graziano Villa – BIO

Francesca e Graziano: due “Life Travellers”, due esploratori instancabili in viaggio continuo alla ricerca della Bellezza e della Bontà nel mondo. Raccontano ciò che incontrano — persone, luoghi, natura — con uno sguardo curioso e incantato, guidati dalla meraviglia e da quella parte infantile che custodiscono gelosamente dentro di sé.

🎤 Francesca mette a frutto la sua lunga esperienza da giornalista nei principali network radio-televisivi, trasformandola in una sorta di “bastone da rabdomante” capace di intercettare con sensibilità storie, volti e tematiche che meritano di essere raccontati. Le sue interviste si concretizzano in testi e video straordinari — così dicono di lei — capaci di emozionare e far riflettere.

📸 Graziano, con decenni di esperienza nella fotografia professionale — ritratto, reportage, still life, moda — cattura l’anima dei personaggi e dei contesti con immagini evocative, poetiche e potenti. Ogni scatto è il riflesso della passione con cui interpreta il mondo.

Insieme, formano un duo vibrante e complementare, sempre alla ricerca di storie che sappiano dare emozioni.

Graziano Villa e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla – Timbavati National Park – Southafrica