Testo di Francesca Fabbri Fellini – Foto di Graziano Villa

Sono arrivata a Varsavia ieri sera, entrando nel “Palace Hotel”, uno dei pochi edifici che non fu bombardato.

Polonia Palace Hotel – ©GrazianoVilla

Dormire lì è come dormire in un cuore rimasto intatto mentre tutto intorno veniva distrutto.

Un cuore che ha resistito, come quello della città.

Fuori, il Palazzo della Cultura si innalzava come un gigante, circondato da grattacieli che sembrano crescere dal terreno come cristalli moderni.

Varsavia è un mosaico di epoche che non si fondono: convivono, si sfiorano, si guardano.

Stamattina ho iniziato a camminare.

Polonia-Varsavia-©GrazianoVilla

Sulla strada principale, “Copernico” mi osservava dall’alto, come se l’universo fosse ancora lì, sospeso tra le sue mani.

Varsavia-via Krakowskie Przedmieście-Statua di Copernico-©GrazianoVilla

Ho proseguito fino alla Cattedrale di Santa Croce, dove è custodito il “Cuore di Chopin”.  

Il corpo riposa nel celebre cimitero parigino di Père-Lachaise, ma lui aveva lasciato detto che il suo cuore doveva tornare a casa, nella sua Varsavia.

E così fu: la sorella, Ludwika Jędrzejewicz Chopin, riuscì a riportarlo qui clandestinamente, non si sa con quali stratagemmi.

Un cuore che torna alla città che lo ha generato: una verità che sembra leggenda.

Frederic Chopin-ritratto-1886

Ludwika Jędrzejewicz Chopin-ritratto

E Varsavia lo ricorda.

Sulle sue panchine c’è un piccolo bottone: se lo premi, parte la musica di Fryderyk Chopin.

È come se la città respirasse al ritmo dei suoi preludi, come se ogni angolo avesse un suo pianoforte invisibile.

Poi ho raggiunto la “Piazza del Milite Ignoto”, un luogo che sembra trattenere il respiro della storia.

Davanti alla grande croce, ho ripensato al 2 giugno 1979, quando “Papa Giovanni Paolo II” visitò questo luogo durante il suo primo viaggio in patria.

Varsavia-Piazza del Milite Ignoto-©GrazianoVilla

Depose una corona, firmò il libro commemorativo, e poi, durante la Messa celebrata nella stessa piazza, pronunciò la sua invocazione che ancora vibra nell’aria:

“Scenda il tuo Spirito! Rinnova la faccia della terra… di questa terra.”

Varsavia-Papa Giovanni Paolo II-©GrazianoVilla

Quelle parole sembrano ancora sospese sopra Varsavia, come una benedizione che non smette di agire.

Ho proseguito sulla bellissima ul. Krakowskie Przedmiescie verso lo storico Bristol Hotel, Liberty puro, come un salotto sospeso tra due secoli.

Varsavia-Bristol Hotel-©GrazianoVilla

Poi i leoni del Palazzo del Governo, immobili e fieri, che sembravano scrutarmi mentre passavo.

Varsavia-Palazzo Presidenziale-©GrazianoVilla

La Città Vecchia mi ha accolta con le sue case colorate che dal 1980 è patrimonio UNESCO, il Castello ……

Varsavia-Il Castello Reale-©GrazianoVilla

…..e botteghe di ambra che brillano come lacrime del Baltico, ho visto perfino una scultura di uno scorpione, come un piccolo guardiano segreto.

La Piazza del Mercato, dove le finestre dei palazzi respirano la storia di secoli…..

Varsavia-Piazza del Mercato ©GrazianoVilla

….il Museo di Varsavia …..

Varsavia-Museo di Varsavia e Sirenetta-©GrazianoVilla

…e le botteghe di ceramiche, altro esempio di grande artigianato.

E poi lei: la Sirena, simbolo della città.

Una figura di leggenda, rappresentata da due statue: una nella piazza della città vecchia, l’altra sul fiume Vistola.

Varsavia-Piazza-del-Mercato-e-Sirenetta-©GrazianoVilla

Due sorelle d’acqua che proteggono Varsavia come antiche divinità fluviali.

A pranzo mi sono rifugiata nel U Wieniawy ristorante storico nel cuore di Varsavia, un’esperienza, una rinascita della leggendaria cucina degli ufficiali.

Varsavia-Ristorante U Wieniawy-©GrazianoVilla

Ispirato alla vita e alla leggenda del generale Boleslaw Wieniawa Dlugoszowski, la figura più brillante ed eccentrica della Polonia tra le due guerre.

Ho assaggiato ravioli di carne e di verdure, gelatina di maiale, tartare, e quella grande polpetta di carne domenicale, quasi un cuore fritto, servito con barbabietola e patate.

Sapori forti, sinceri, che non chiedono approvazione: chiedono rispetto.

Mentre mangiavo, ho pensato alla storia di questa città.

Schiacciata, bruciata, cancellata.

Eppure sempre capace di rialzarsi, di ricostruirsi, di reinventarsi.

Varsavia-la statua del Mały Powstaniec-©GrazianoVilla

Varsavia-la statua del Mały Powstaniec-©GrazianoVilla

Simbolo struggente della rinascita di Varsavia, la statua del Mały Powstaniec ricorda l’Insurrezione del 1944: un bambino con l’elmetto troppo grande e un fucile tra le mani, immagine di innocenza e coraggio. La scultura di Jerzy Jarnuszkiewicz, accanto alle mura della Città Vecchia, rende omaggio ai giovanissimi caduti che combatterono per la libertà della Polonia. Un monumento che non celebra la guerra, ma la memoria e la dignità di chi ha resistito.

Varsavia non muore: “si trasforma”.

E allora ho capito il titolo del mio articolo, ma non è un titolo: è una rivelazione.

Oggi ho camminato nella Città Fenice.

E un po’, senza accorgermene, sono rinata anch’io.

Francesca Fabbri Fellini & Graziano Villa – BIO

Francesca e Graziano: due “Life Travellers”, due esploratori instancabili in viaggio continuo alla ricerca della Bellezza e della Bontà nel mondo. Raccontano ciò che incontrano — persone, luoghi, natura — con uno sguardo curioso e incantato, guidati dalla meraviglia e da quella parte infantile che custodiscono gelosamente dentro di sé.

🎤 Francesca mette a frutto la sua lunga esperienza da giornalista nei principali network radio-televisivi, trasformandola in una sorta di “bastone da rabdomante” capace di intercettare con sensibilità storie, volti e tematiche che meritano di essere raccontati. Le sue interviste si concretizzano in testi e video straordinari — così dicono di lei — capaci di emozionare e far riflettere.

📸 Graziano, con decenni di esperienza nella fotografia professionale — ritratto, reportage, still life, moda — cattura l’anima dei personaggi e dei contesti con immagini evocative, poetiche e potenti. Ogni scatto è il riflesso della passione con cui interpreta il mondo.

Insieme, formano un duo vibrante e complementare, sempre alla ricerca di storie che sappiano dare emozioni.

Graziano Villa e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla – Timbavati National Park – Southafrica