Testo di Francesca Fabbri Fellini – Foto di Graziano Villa
Questa mattina ho camminato dentro Nikiszowiec come si entra in un ricordo che non sapevo di avere. Il quartiere dei minatori di Katowice, costruito tra il 1908 e il 1919 per gli operai della miniera di Giesche, mi è apparso come un organismo vivo: mattoni rossi, cortili interni, archi che sembrano cornici di un film sospeso, finestre ripetute come un rosario laico.

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla
La cultura slesiana è ovunque: nei colori, nei simboli, nei dettagli che resistono al tempo. Mentre camminavo, avevo la sensazione che ogni muro custodisse una storia, ogni mattone una voce.
Il Mosaico delle Rose Rosse

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla
Sulla facciata dell’attuale ufficio postale c’è un mosaico di rose rosse, il simbolo del villaggio. Quelle rose, così semplici e così fiere, sembravano raccontare l’identità di una comunità che ha imparato a resistere.
E proprio lì, in quel luogo intriso di memoria, ho ricevuto un dono inatteso: un foulard di seta con le rose rosse, offertomi da Mr. Jarosław Makowski, vicepresidente di Katowice (un vicesindaco), giornalista, scrittore e residente di Nikiszowiec.

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla – da sx: M.me Kasia Pryc – Mr. Jarosław Makowski – Francesca Fabbri Fellini – M.me Agata Tecl-Sedlak
Il suo gesto, gentile e colto, aveva il sapore di un passaggio di testimone: come se Nikiszowiec avesse voluto posarmi sulle spalle la sua identità.
La chiesa Neobarocca di Sant’Anna
Sono entrata nell’austera chiesa del quartiere di Nikiszowiec.

Katowice-Nikiszowiec-©FrancescaFabbri-Fellini – Chiesa di Sant’Anna
Al centro della navata, sospeso come una corona, troneggia un enorme lampadario.

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla – Chiesa-di-Sant’Anna
Mi sono fermata sotto quella corona, immaginando le mani segnate dal carbone, le preghiere sussurrate, i silenzi condivisi.
Il muro della memoria
Accanto alla chiesa ho trovato il luogo più struggente della visita: un muro della memoria, dove ogni mattone porta inciso un nome e una data di morte.

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla-il-Muro-della-Memoria
Molti erano uomini nel pieno della vita. Alcuni erano bambini: 12, 14 anni. Ragazzi che non hanno fatto in tempo a diventare adulti, inghiottiti dalla miniera prima ancora di capire il mondo.

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla-il-Muro-della-Memoria
Davanti a quel muro ho sentito un nodo alla gola. Ogni nome è una storia interrotta, ogni data un colpo al cuore.
Mio nonno Urbano Fellini

Nonna Ida Barbiani e Nonno Urbano Fellini – genitori di Federico Fellini_©Archivio Privato Famiglia Fellini
E lì, davanti a quei mattoni incisi, il pensiero è corso a mio nonno materno, Urbano Fellini. Anche lui è stato un giovane minatore, anche lui con la salute consumata dal lavoro nelle miniere del Belgio. È morto a 62 anni, portandosi addosso le cicatrici invisibili di un periodo breve ma abbastanza duro da segnare per sempre il suo corpo.

Katowice-Nikiszowiec – ©GrazianoVilla – Ciesa-di-SantAnna e sullo sfondo la cimiera della miniera
In quel momento Nikiszowiec non era più solo un luogo: era un ponte tra la storia degli altri e la mia. Un cerchio che si chiudeva, una memoria che si rialzava in piedi davanti a me.
Un villaggio che continua a parlare

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla
Nikiszowiec non è un museo. È un quartiere che respira, che vive, che custodisce la sua identità operaia come un tesoro fragile e prezioso. Nei cortili si sentono voci, passi, biciclette; dalle finestre arriva il profumo di cucina; nei vicoli si percepisce la solidarietà di una comunità che ha imparato a resistere insieme.

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla
È un luogo che non si limita a essere visitato: ti resta addosso.
Museo della Slesia
Peccato davvero non aver avuto il tempo di visitare il Museo della Slesia di Katowice: un luogo che già dalle fotografie sembra un incontro perfetto tra memoria e futuro.

Katowice-Museo della Slesia-Muzeum Śląskie
Quei cubi di vetro che emergono dall’ex miniera di carbone — come cristalli affiorati dal sottosuolo — raccontano una trasformazione potente, quasi simbolica. Lì dove un tempo si scendeva nelle viscere della terra, oggi si sale verso la luce dell’arte contemporanea, in un dialogo continuo tra passato industriale e nuove visioni creative.
È uno di quei luoghi che non si attraversano soltanto: si ascoltano. Ogni struttura in vetro sembra custodire un’eco, un respiro, un ricordo di ciò che è stato. E allo stesso tempo promette uno spazio aperto, internazionale, dove l’arte diventa linguaggio comune, ponte, possibilità.

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla
Per questo, più che un rimpianto, la mancata visita è diventata una promessa.
Un segnale chiaro che dovremo tornare.

Katowice-Nikiszowiec-©GrazianoVilla
Tornare per vedere da vicino questa architettura che sembra uscita da un sogno industriale; tornare per perderci nelle sale dedicate alla storia slesiana; tornare per capire come una città come Katowice abbia saputo reinventarsi, trasformando il carbone in luce.
E forse, la prossima volta, potremmo intrecciare la visita al museo con un percorso più ampio sulla Cultura Slesiana, per completare quel mosaico di memoria, lavoro e arte che questa regione custodisce con una dignità rara.
Francesca Fabbri Fellini & Graziano Villa – BIO
Francesca e Graziano: due “Life Travellers”, due esploratori instancabili in viaggio continuo alla ricerca della Bellezza e della Bontà nel mondo. Raccontano ciò che incontrano — persone, luoghi, natura — con uno sguardo curioso e incantato, guidati dalla meraviglia e da quella parte infantile che custodiscono gelosamente dentro di sé.
🎤 Francesca mette a frutto la sua lunga esperienza da giornalista nei principali network radio-televisivi, trasformandola in una sorta di “bastone da rabdomante” capace di intercettare con sensibilità storie, volti e tematiche che meritano di essere raccontati. Le sue interviste si concretizzano in testi e video straordinari — così dicono di lei — capaci di emozionare e far riflettere.
📸 Graziano, con decenni di esperienza nella fotografia professionale — ritratto, reportage, still life, moda — cattura l’anima dei personaggi e dei contesti con immagini evocative, poetiche e potenti. Ogni scatto è il riflesso della passione con cui interpreta il mondo.
✨ Insieme, formano un duo vibrante e complementare, sempre alla ricerca di storie che sappiano dare emozioni.

Graziano Villa e Francesca Fabbri Fellini – ©GrazianoVilla – Timbavati National Park – Southafrica


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